Narcolessia: cause e sintomi

Il disturbo del sonno affligge oltre 30mila persone in Italia. Facciamo chiarezza sul significato, i sintomi e la terapia farmacologica

La Narcolessia è una malattia neurologica caratterizzata da eccessivi e improvvisi attacchi di sonno.  Solo in Italia sono 30 mila i soggetti narcolettici che vengono colti da un irrefrenabile bisogno di dormire.

L’etimologia della parola “narcolessia”, deriva dal greco: narcolexia, composta da “nàrcos” (torpore) e “lexia” (sorprendere).

Il cervello del paziente affetto da narcolessia non riesce a regolare in maniera fisiologica l’alternarsi del ritmo sonno-veglia. Quindi il narcolettico viene letteralmente sorpreso da improvvisi colpi di narcosi.

Il sonno si può dividere in due fasi: la fase non REM che occupa i prima 90 minuti del sonno e la fase REM, in cui i muscoli si rilassano impedendo il movimento.

Il paziente soggetto a questo disturbo del sonno, passa troppo velocemente nella fase REM, in cui si verificano i sogni e può anche svegliarsi continuando a vivere episodi onirici.

 

SINTOMI DELLA NARCOLESSIA

I sintomi più comuni della narcolessia sono la sonnolenza diurna, che causa attacchi di sonno incontrollabili e la paralisi del sonno. La paralisi è un fenomeno improvviso che causa il blocco muscolare del soggetto narcolettico, che improvvisamente perde la capacità di muoversi e di respirare.

Un altro sintomo che si manifesta è la cataplessia, riscontrabile in un breve e reversibile episodio di debolezza muscolare che avviene contestualmente a stimoli emozionali come riso, rabbia gioia o tristezza. 

La narcolessia è spesso accompagnata da episodi di allucinazioni o visioni oniriche che si verificano sia durante la fase di addormentamento sia al risveglio dal sonno.

Altri sintomi, non spesso collegati alla patologia sono: frammentazione del sonno notturno, cefalea, depressione e problematiche psicosociali.

 

CAUSE NARCOLESSIA

La narcolessia è causata da un’incapacità del cervello di regolare in maniera fisiologica l’alternarsi sonno-veglia. Attualmente è una patologia di cui non si conoscono ancora le cause scatenanti.

Le ultime ricerche, hanno evidenziato come la causa della narcolessia sia l’assenza di alcune sostanze chimiche nei pazienti affetti da questo disturbo. Una di queste è l’ipocretina o orexina, che è quasi assente nel 90% dei pazienti affetti da narcolessia.

 

TEST NARCOLESSIA

Il sospetto di narcolessia può essere testato nei centri adibiti alla cura delle patologie dei disturbi del sonno. I pazienti narcolettici vengono sottoposti al test delle latenze multiple (Multiple sleep latency test MSLT). Un test diurno in cui viene chiesto, 4-5 volte, al paziente di provare ad addormentarsi.

I tecnici riescono in questo modo a registrare la velocità con cui il paziente si addormenta nel corso della giornata e se rientra in fase REM subito dopo essersi riaddormentato.

 

CURA DELLA NARCOLESSIA 

La narcolessia, per essere gestita meglio da parte del paziente, necessita di uno stile di vita regolare e sano.

Il medico può consigliare dei comportamenti da evitare, come l’uso di tabacco, alcool e bevande eccitanti come caffè e ginseng.

Fondamentale per la cura della patologia è mantenere una buona qualità e regolarità del sonno.

L’unica cura farmacologica prevista per la narcolessia si basa sulla somministrazione di principi attivi volti al controllo della sonnolenza diurna, come modafinil e sodio oxibato.

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