Telemedicina, nel Lazio la diagnosi di infarto si fa in ambulanza

Nelle province 110 mezzi dotati di sistema per la trasmissione degli Ecg ai reparti cardiologici di riferimento

Da lunedì 19 dicembre 110 ambulanze presenti nei territori della province del Lazio saranno dotate del sistema di trasmissione dei parametri cardiaci. Si tratta del progetto Telemed, finanziato dalla Regione Lazio e già sperimentato a Viterbo, che permette di effettuare esami diagnostici in caso di infarto miocardico acuto inviando l'elettrocardiogramma del paziente direttamente alla struttura cardiologica della rete Hub-Spoke di riferimento.

TELEMEDICINA, NELLA ASL DI RIETI ATTREZZATI 11 MEZZI DI SOCCORSO

Nel territorio della Asl di Rieti saranno 11 i mezzi di soccorso allestiti con la nuova piattaforma informatica che consente di azzerare i tempi anticipando la diagnosi ed evitando il passaggio del paziente al Pronto soccorso. Il referto infatti, arriverà in tempo reale al reparto cardiologico che prende immediatamente in carico l'infartuato, in questo caso sarà quello del San Camillo de Lellis.

Fra gli obiettivi di Telemed c'è la riduzione del "door to ballon-time" (il tempo che intercorre fra il primo contatto medico e l'angioplastica) e l'attivazione del "fast to track"(percorso veloce) per guadagnare tempo prezioso inviando il malato subito al reparto di emodinamica.

Per rendere operativo Telemed è stato realizzato un sistema informativo unico per la gestione dei dati e dei flussi di lavoro che riguarda tutto il personale sanitario coinvolto nella gestione clinica del paziente. Inoltre,  è stata istituita la Centrale regionale per la refertazione presso la Centrale operativa Ares 118 di Roma.

TELEMEDICINA,TEMEPESTIVITA' FATTORE CHIAVE PER LA SOPRAVVIVENZA INFARTUATI

I dati analizzati dal dipartimento di Epidemiologia regionale nell'ambito del PReValE, mettono in evidenza quanto la tempestività sia un fattore determinante per la sopravvivenza di una persona colpita da infarto miocardico acuto (Ima).

Nel Lazio la proporzione di angioplastica primaria è passata dal 28% del 2012 al 49% del primo semestre 2016 e la mortalità a 30 giorni dal ricovero per Ima, è scesa dal 9.8% del 2012 al 7.7% del primo semestre 2016. I dati analizzati dimostrano che l'effetto protettivo della stessa angioplastica primaria sulla mortalità a 30 giorni diminuisce all'aumentare del tempo di arrivo alla struttura di primo accesso.

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