Il tipo di influenza può dipendere anche dall'anno di nascita

Un studio immunologico dei ricercatori della University of California mette in relazione la data di nascita con il tipo di virus influenzale di cui ci si può ammalare nel corso della vita: tutti i risultati

Il tipo di influenza che prendiamo può essere determinato dall’anno di nascita. Sembra una stranezza da quiz, in realtà è il risultato di uno studio approfondito dell’Università della California: gli scienziati hanno scoperto che è possibile prevedere con un buon grado di affidabilità qual è il ceppo di influenza cui si sarà più esposti in età adolescenziale e adulta partendo dall’analisi dei dati di circolazione dei virus nel proprio anno di nascita.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science ed è partito da una anomalia da tempo riscontrata dagli epidemiologi: il modo in cui i diversi virus influenzali colpiscono le fasce di popolazione, le differenti età e i tipi di agenti patogeni che colpiscono distintamente giovani, bambini e anziani.

L’analisi dei ricercatori americani ha fatto chiarezza anche sui motivi: essere infettati in tenera età con il virus di un determinato ceppo conferisce immunità anche contro i virus imparentati alla lontana con il primo. Ad oggi le valutazioni scientifiche puntavano su determinazioni completamente diverse, ovvero che aver preso l’influenza di un tipo una volta non proteggesse dai nuovi virus in circolazione gli anni seguenti.

INFLUENZA E IMMUNITÀ INCROCIATA: COME FUNZIONA

Per le verifiche, gli scienziati sono partiti dall’esame dei dati su due virus di influenza aviaria, H5N1 e H7N9.

L’ipotesi iniziale dei ricercatori è stata quella vincente: se si contrae un virus di un gruppo da piccoli, in età adulta si avrà immunità da anche contro gli altri dello stesso gruppo. Un assunto semplice, che ha trovato conferme nelle analisi scientifiche, visto che i soggetti presi in analisi (1.400 in totale, 700 di un ceppo, 700 dell’altro) si erano ammalati di un tipo o dell’altro a seconda di quale influenza avevano preso da bambini.

In dettaglio, quando un individuo è esposto per la prima volta a un virus dell’influenza, il sistema immunitario produce anticorpi che colpiscono l’emoagglutinina, un recettore che si trova sulla superficie del virus stesso. In ognuno dei 18 diversi sottotipi di virus dell’influenza A, l’emoagglutinina può presentarsi in due varianti: se da adulti si viene in contatto con un altro sottotipo di virus dell’influenza, che non ha mai incontrato prima ma la cui emoagglutinina appartiene alla stessa variante, le probabilità di ammalarsi sono molto basse, perché si è acquisita una sorta di ‘protezione incrociata’. Se al contrario si entra in contatto con un virus la cui emoagglutinina è appartenente a un’altra variante, non si beneficerà della protezione acquisita da bambini.

INFLUENZA E IMMUNITÀ: PERCHÉ IL 1968 È COSÌ IMPORTANTE

Gli scienziati hanno inoltre appurato come le persone nate prima del 1968 siano state esposte da bambini a una variante di emoagglutinina simile a quello del ceppo H5N1, sviluppando una maggiore immunità al virus rispetto agli altri, mentre sono più vulnerabili al ceppo H7N9.

La stessa teoria potrebbe spiegare anche la trama di mortalità anomala causata  dalla grande epidemia di influenza del 1918, che mieté molte vittime soprattutto tra i giovani. 

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