5 cose da sapere sul vaccino antinfluenzale

Al via la campagna di somministrazione per il contrasto all'influenza stagionale: il virus costringerà a letto 6 milioni di italiani. La guida alla campagna di profilassi tra realtà e falsi miti

Entra nel vivo la campagna del vaccino antinfluenzale per la stagione 2017-2018. Il programma di profilassi per la prevenzione dell'influenza stagionale è iniziato a metà ottobre e proseguirà fino al prossimo 31 dicembre per garantire la massima copertura della popolazione.

Tutti possono richiedere il vaccino antinfluenzale: il consiglio è però di effettuarlo proprio in questo periodo, tra la fine ottobre e novembre, in tempo utile per sviluppare gli anticorpi che difendono dal virus.

Ecco 5 cose da sapere sul vaccino antinfluenzale (direttamente dal Ministero della Salute).

1. IL VACCINO ANTINFLUENZALE NON FA VENIRE L’INFLUENZA

I vaccini inattivati contengono il virus ucciso o parti di questo (antigeni di superficie emoaglutinina e neuroaminidasi, subunità virali) che non possono causare alcuna malattia. I vaccini a base di virus vivente (non usati in Italia) contengono l’elemento virale ma questo è stato attenuato per cui non è in grado di causare la malattia. In entrambi i casi, la somministrazione del vaccino può causare lievi effetti collaterali caratterizzati da una sintomatologia simile a quella dell’influenza, ma molto meno marcata.

2. IL VACCINO ANTINFLUENZALE NON FA MALE

I vaccini autorizzati per l’uso nell’uomo, inclusi quelli contro l’influenza, sono prodotti biologici sicuri e sottoposti ad una serie di controlli accurati.

I check preventivi vengono effettuati durante la produzione  (controlli di qualità e studi clinici), quindi  prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio,  per la verifica degli standard previsti dalle autorità internazionali e nazionali.

Oltre alla sorveglianza pre-marketing, cioè quella che precede l’autorizzazione alla immissione in commercio ed il rilascio del lotto, i vaccini sono sottoposti anche a sorveglianza post-marketing. Nella sorveglianza post-marketing, ogni anno si sottopongono a controllo i vaccini presenti al momento sul mercato, in modo tale da verificare che corrispondano ai requisiti di Farmacopea posseduti al momento del rilascio e si verificano e controllano le segnalazioni che pervengono relative a difetti di qualità, effetti collaterali, reazioni ed  eventi avversi.

I dati attuali indicano che i vaccini antinfluenzali non inducono nei vaccinati alcuna malattia cronica né ne aggravano il decorso quando queste sono preesistenti alla vaccinazione.

È necessaria una attenta valutazione per chiarire se eventi avversi (per evento avverso si intende un qualsiasi peggioramento dello stato di salute preesistente del soggetto vaccinato) che si verificano dopo una vaccinazione per l’influenza umana, siano in realtà causati dalla vaccinazione antinfluenzale eseguita o siano dovuti ad una pura coincidenza temporale.

Le campagne di vaccinazione (così come tutti i programmi di vaccinazione universale quali le vaccinazioni raccomandate o obbligatorie per l’infanzia) sono accompagnate da programmi di farmacovigilanza.

3. IL VACCINO ANTINFULENZALE NON È UN FARMACO ANTIVIRALE

Gli antivirali sono medicinali usati per il trattamento dell'influenza. Se assunti tempestivamente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, possono ridurre la durata della malattia e le complicanze dell'influenza. Possono inoltre abbattere la capacità del virus di replicarsi (e quindi la durata del periodo di contagiosità della persona infetta) ma non stimolano la produzione di anticorpi come il vaccino antinfluenzale e quindi non offrono una protezione immunitaria.

Da ricordare che nei bambini e negli adolescenti, l’uso degli antivirali deve essere limitato a:

  • bambini che accusano sintomi influenzali e che appartengono ai gruppi a rischio per gravi complicanze
  • bambini senza fattori di rischio, ma ricoverati in ospedale per sintomi gravi (dispnea, ipossia, alterazioni del sensorio) attribuibili ad una infezione da virus influenzali
  • bambini a rischio di gravi complicanze, non vaccinati che abbiano avuto contatti stretti con persone infette.

Nelle donne in stato di gravidanza l’uso dei farmaci antivirali deve essere limitato a donne che presentino malattie croniche preesistenti alla gravidanza, nonché ai casi di malattia influenzale con decorso complicato. In questi casi il trattamento può essere effettuato anche nel I trimestre, nel più breve tempo possibile dall’insorgere dei sintomi.

4. IL VACCINO ANTINFLUENZALE PUÒ CAUSARE EFFETTI COLLATERALI

Alla vaccinazione antinfluenzale possono essere associati alcuni effetti indesiderati, la loro frequenza dipende dal tipo di vaccino, da come viene somministrato e dall’età della persona vaccinata. I vaccini inattivati, somministrati per mezzo di iniezione intramuscolare, possono causare comunemente reazioni locali come dolenzia e arrossamento nel punto di iniezione e, meno spesso, febbre, dolorimuscolari o articolari o mal di testa.

Questi sintomi generalmente sono modesti e non richiedono cure mediche, risolvendosi con trattamenti sintomatici (antipiretici, analgesici) nel giro di un paio di giorni. Febbre, dolori e mal di testa possono manifestarsi più frequentemente nei bambini e ragazzi rispetto alle persone anziane.

Raramente i vaccini antinfluenzali a base di virus inattivati possono causare reazioni allergiche come orticaria, rapida tumefazione nel punto di inoculazione, asma o gravi manifestazioni allergiche sistemiche (generalizzate) dovute ad ipersensibilità nei confronti di determinati componenti del vaccino.

5. IL VACCINO ANTINFLUENZALE È CONSIGLIATO ANCHE PER I BAMBINI

Un bambino in buone condizioni di salute è in grado di reagire autonomamente o con il semplice supporto di terapie sintomatiche nei confronti del virus influenzale.

Tuttavia ci sono bambini per i quali la vaccinazione non solo è utile come mezzo di prevenzione collettiva ma è necessaria ai fini di una protezione individuale, in quanto, in caso di malattie, potrebbero più facilmente andare incontro a complicanze.

Sono in particolare bambini affetti da:

  • malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma persistente, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica)
  • malattie dell'apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
  • diabete mellito ed altre malattie metaboliche (inclusa l'obesità con BMI >30)
  • insufficienza renale/surrenale cronica
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • tumori
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  • patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
  • epatopatie croniche
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

I vaccini antinfluenzali non vanno somministrati nei piccoli di età inferiore a 6 mesi; la vaccinazione della mamma e degli altri familiari, che ne hanno cura, è una possibile alternativa per proteggerli in maniera indiretta.

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