Tumore al polmone: quanto è importante smettere di fumare

Secondo gli ultimi dati Istat, la percentuale di fumatori in Italia è diminuita rispetto al 2001, ma resta ancora alto il rischio di neoplasie causate dal tabagismo

In quattrodici anni la percentuale dei fumatori italiani si è ridotta del 4%, passando dal 23,7% al 19,6%. Gli ultimi dati Istat, riferiti al periodo tra il 2001 e il 2015, tracciano un trend positivo per il nostro Paese, seppur a rilento. Nonostante, infatti, i moniti riguardo la pericolosità del tabagismo e le campagne di sensibilizzazione, restano comunque in Italia circa 10 milioni e 300 mila fumatori, potenzialmente esposti a rischi anche molto gravi, come il tumore al polmone. Secondo l’Airtum (l’Associazione italiana registri tumori), infatti, il fumo è la prima causa di cancro ai polmoni.

 

TUMORE AL POLMONE: GLI EFFETTI DEL FUMO

Il Ministero della Salute ha dichiarato che il fumo è responsabile del 91% di tutte le morti per tumore al polmone negli uomini e del 55% nelle donne, per un totale di circa 30mila morti l’anno. Le sostanze cancerogene contenute all’interno delle sigarette (nicotina, monossido di carbonio, catrame per citarne alcune) alterano il funzionamento delle cellule cigliate presenti sulla superficie del tratto respiratorio, causando un ristagno di muco. Ciò favorisce l’insorgenza di patologie, infezioni e infiammazioni.

Questo perenne stato infiammatorio tende ad aggravarsi causando una broncopneumopatia cronica ostruttiva (o BPCO). Quest'ultima è una patologia cronica e irreversibile che interessa bronchi e polmoni ed è caratterizzata dall'ostruzione delle vie respiratorie e da una riduzione della funzionalità polmonare che, in ultima analisi, può degenerare nel cancro.

 

TUMORE AL POLMONE: I FATTORI DI RISCHIO LEGATI AL FUMO

Ogni fumatore, più o meno accanito, è esposto al rischio d’insorgenza tumore al polmone. Ci sono però dei fattori che aumentano le probabilità. Ad esempio la quantità di sigarette fumate. Secondo gli esperti dell’Airtum esiste una proporzionalità diretta fra il numero di sigarette fumate e il rischio d'insorgenza di cancro ai polmoni. In altre parole, più sigarette vengono fumate, maggiore è la probabilità di sviluppare il tumore.

Anche l’età in cui si inizia a fumare influisce sulla possibilità di contrarre il tumore al polmone: più si è giovani, maggiori sono i rischi. A questo proposito in Italia, secondo i dati Istat, la percentuale più alta di fumatori (33%) si ha nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni.

Infine anche l’assenza del filtro nelle sigarette può aggravare la situazione. Il filtro può in un qualche modo limitare l'assunzione di sostanze dannose, anche se non le blocca del tutto. Fumare sigarette senza filtro, perciò, aumenta la quantità di sostanze tossiche inalate.

 

STOP AL FUMO, I VANTAGGI PER LA SALUTE

Gli esperti hanno calcolato che nelle persone che smettono di fumare il rischio di sviluppare il tumore ai polmoni diminuisce in maniera graduale nel corso di 10-15 anni. Trascorso questo periodo, gli ex-fumatori corrono un rischio di sviluppare il cancro ai polmoni pari al rischio corso dalle persone che non hanno mai fumato.

Smettere di fumare è importante non solo per la salvaguardia della nostra salute ma anche per quella di chi ci sta vicino. Il fumo passivo, infatti, è rischioso quanto quello attivo e aumenta il rischio di sviluppo di neoplasie polmonari.

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