Sclerosi multipla: tutto quello che c'è da sapere

Esistono diverse forme della malattia, più o meno gravi: solo da una è possibile guarire, ma no alle autodiagnosi. Tutti gli elementi da tenere in considerazione per riconoscerla (e andare da uno specialista)

Quasi 3 milioni di persone nel mondo soffrono di sclerosi multipla. Secondo l’Aism, l’associazione italiana sclerosi multipla, più di 100 mila malati sono in Italia. Sulla base delle percentuali sull’insorgenza della malattia, si tratta della prima causa di disabilità nei giovani adulti tra i venti e quarant’anni.

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa responsabile di lesioni gravi al sistema nervoso centrale. È caratterizzata dalla perdita della mielina, la guaina che riveste le fibre nervose consentendo la trasmissione degli impulsi ai vari organi del corpo.

Nonostante la gravità e la diffusione, spesso la sclerosi multipla viene confusa con altre malattie, ad esempio la sla, con cui in realtà ha pochi elementi in comune. Per riconoscerla senza ambiguità, ecco cinque fattori caratteristici da prendere in considerazione.

 

I SINTOMI DELLA SCLEROSI MULTIPLA VARIANO DA PAZIENTE A PAZIENTE

Ciò che caratterizza la sclerosi multipla è soprattutto la sua variabilità e imprevedibilità, a partire dai sintomi con cui si manifesta. Sono tanti e diversi, tanto che l’Aism precisa che nessun caso di sclerosi multipla è uguale all’altro.

Tra le manifestazioni più comuni della patologia si evidenziano disturbi visivi, sia calo sia sdoppiamento della vista o movimenti incontrollabili dell’occhio; difficoltà nella coordinazione dei movimenti e nel mantenimento dell’equilibrio e affaticamento dovuto alla perdita della forza muscolare. Anche la temperatura corporea risente degli effetti della sclerosi multipla. I malati infatti riscontrano una perdita di sensibilità al caldo e al freddo oltre che frequenti formicolii e sensazioni di intorpidimento. 

Trattandosi infine di una malattia neurodegenerativa che quindi interessa cervello e sistema nervoso, sono comuni disturbi cognitivi a livello di attenzione, ragionamento, apprendimento e memoria e, anche, difficoltà linguistiche.

 

ESISTONO DIVERSI TIPI DI SCLEROSI MULTIPLA, SOLO DA UNO SI GUARISCE

Sulla base dei sintomi, delle cause e del decorso clinico (imprevedibile al momento della diagnosi), l’Aism riconosce quattro diversi tipi di sclerosi multipla.

Delle quattro forme principali individuate, a decorso recidivante-remittente (Sm-Rr), secondariamente progressiva, primariamente progressiva e a decorso progressivo con ricadute – quella recidivante-remittente (caratterizzata da episodi acuti di malattia intervallati da periodi di remissioni) è la più comune, interessando circa l’85% delle persone colpite da sclerosi multipla.

A queste quattro tipologie bisogna aggiungerne una quinta “benigna”, diversa dalle altre perché non peggiora nel tempo. Si manifesta generalmente con due episodi acuti dai quali, però, è possibile guarire completamente senza incorrere in alcun tipo di disabilità.

 

L’INCIDENZA È PIÙ ALTA A NORD DELL’EQUATORE

A livello geografico, l’Aism e l’Atlante sulla Sclerosi Multipla hanno rilevato che la malattia è più comune mano a mano che ci si allontana dall’Equatore e quindi la luce del sole, carica di vitamina D fondamentale per la prevenzione della malattia, si alleggerisce.

Le prevalenze più alte si ritrovano nel Nord America e nell’Europa settentrionale. In Italia l’incidenza si aggira intorno a un caso ogni mille persone, con alcune variazioni regionali. In Sardegna, ad esempio, l’incidenza è quasi il doppio rispetto alle altre regioni italiane.

 

LA SCLEROSI MULTIPLA COLPISCE I GIOVANI

Le oltre 70 mila persone colpite da sclerosi multipla hanno quasi tutti un’età compresa tra i 20 e i 40 anni. Addirittura tra il 5 e il 10% delle diagnosi avviene in età pediatrica. Si tratta, quindi, di una delle patologie neurologiche più comuni tra la popolazione giovanile. Soprattutto femminile: le percentuali di casi di sclerosi multipla nelle donne sono il doppio rispetto a quelle degli uomini.

 

SCLEROSI MULTIPLA E GRAVIDANZA

Trattandosi di una malattia che riguarda principalmente le donne, sorge spontaneo chiedersi se, nel caso di una gravidanza, le pazienti affette dalla malattia possano determinare conseguenze negative anche sul neonato. La sclerosi multipla, però, non è una malattia ereditaria quindi non si rischia di trasmetterla ai propri figli. I rischi genetici che questi sviluppino la malattia sono bassi, inferiori al 4%.

Quello che deve essere considerato, però, è il fatto che esiste un maggiore rischio di ricadute della malattia nei primi tre mesi dopo il parto. Per quanto riguarda il neonato, invece, un pericolo è rappresentato dai farmaci utilizzati dalla mamma per la terapia. Per questo è fondamentale parlare con il proprio medico prima di portare avanti una gravidanza, perché potrebbe essere necessario sospendere le terapie nei mesi successivi al concepimento.

 

 

 

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