I medici che sconsigliano i vaccini potrebbero essere radiati

Provvedimenti disciplinari per tutti i sostenitori del movimento "antivax", ma anche sostegno alla ricerca e campagne di sensibilizzazione. I dettagli del documento

Sconsigliare i vaccini ai pazienti comporterà provvedimenti disciplinari, inclusa la radiazione dall’Ordine dei medici. È quanto stabilito nel Documento ufficiale sui vaccini redatto dalla Fnomceo (Federazione nazionale ordine dei medici). La decisione nasce dall’esigenza di contrastare le proteste portate avanti dal crescente movimento “antivax”, contrario alla somministrazione dei vaccini. "I vaccini sono, nella storia della medicina, gli interventi più efficaci mai resi disponibili per l'uomo – ha afferma la presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani – senza contare il fatto che chi li sconsiglia infrange il codice deontologico.

 

I PROVVEDIMENTI DEL DOCUMENTO SUI VACCINI

Oltre alle sanzioni e ai provvedimenti presi nei confronti di chi si oppone ai vaccini, la Federazione propone, prima di tutto, di intensificare la campagna per l’adesione del personale sanitario alla vaccinazione e quella per valorizzare il ruolo del medico nella promozione delle vaccinazioni.  Tutto deve partire dal miglioramento  della comunicazione con i cittadini in campo vaccinale, per rassicurarli riguardo la sicurezza e necessità dell’operazione.

Il documento dell’Ordine dei medici, però, richiede anche la collaborazione da parte del Governo chiamato, insieme alle aziende produttrici, a dare il massimo supporto alla ricerca. In più lo sollecita ad adottare misure per l’estensione delle vaccinazioni a chiunque sia presente sul territorio nazionale, oltre alla predisposizione di linee guida per le campagne vaccinali attraverso i mass media.

 

LE ECCEZIONI

"Solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario, il medico può sconsigliare un intervento vaccinale” sottolinea il  documento approvato all'unanimità dal Consiglio nazionale della Fnomceo. In particolare è ammessa una certa flessibilità nel ritardo della vaccinazione nel caso in cui il paziente debba essere sottoposto a più vaccini contemporaneamente.

 

VACCINI IN CALO, UN FENOMENO ALLARMANTE

Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute quella delle vaccinazioni è una pratica sanitaria drasticamente in calo nel nostro Paese. Ad esempio, la media nazionale di copertura della seconda dose per morbillo, parotite e rosolia nel 2014 è risultata pari all'82,5%, mentre l’anno precedente si attestava all’84%. Il Ministero già a gennaio aveva lanciato l’allarme visto che gli obiettivi del 95% (necessari a garantire la cosiddetta ‘immunità di gregge’) risultavano molto lontani. Il problema è a monte: secondo il  quarantanovesimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2015, infatti,  solo un genitore su tre è favorevole ai vaccini.

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