L'arma (naturale) contro il colesterolo

Acido folico, coenzima Q10, luteina, omega3. Sono alcuni dei nutraceutici che, secondo i ricercatori dell'Università di Perugia, contribuiscono a ridurre i trigliceridi alti

Per combattere il colesterolo e ridurre la presenza dei trigliceridi nel sangue, eliminare determinati alimenti dalla dieta spesso non basta. I ricercatori dell’Unità di medicina interna dell’Università di Perugia consigliano l’utilizzo di nutraceutici per il trattamento della malattia. Si tratta di sostanze totalmente naturali, estratte da alimenti e piante che, se associate ad un’alimentazione equilibrata, aiutano a diminuire i livelli di colesterolo. Non solo: tengono pulite le arterie liberandole dai trigliceridi in eccesso depositati sulle loro pareti e contribuiscono, quindi, a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

 

RIDURRE IL COLESTEROLO: LO STUDIO DELL’UNIVERSITÀ DI PERUGIA

Nel loro tentativo di individuare nuove terapie per il trattamento del colesterolo, i ricercatori dell’Università di Perugia hanno analizzato ventiquattro studi clinici. I pazienti, più di 5 mila con trigliceridi alti, sono stati trattati con una combinazione di nutraceutici, per contrastare i livelli di trigliceridi nel sangue.

Dopo sei settimane di somministrazione, le sostanze naturali (acido folico, coenzima Q10, berberina, ad esempio) hanno dato importanti risultati. Prima di tutto i pazienti hanno dimostrato di tollerarle senza problemi, così da ridurre drasticamente ogni eventuale timore di rischi collaterali. In secondo luogo si è verificato un abbattimento importante dei parametri metabolici, tra cui quelli del colesterolo LDL (il cosiddetto “cattivo”), dell’HDL (quello “buono”) e dei trigliceridi.

Il successo della sperimentazione è stata confermata, poi, dal fatto che, anche dopo la fine del trattamento, i risultati ottenuti e quindi le nuove condizioni di salute dei pazienti si sono comunque mantenuti.

 

QUALI SONO I NUTRACETICI ANTI-COLESTEROLO

Trattandosi di sostanze naturali, i nutraceutici sono presenti in molti alimenti. In particolare, quelle somministrate dai ricercatori dell’Università di Perugia al campione di studio sono state:

  • coenzima Q10, inibitore dell’LDL, il colesterolo “cattivo” responsabile di malattie cardiovascolari;
  • astaxantina, carotenoide estratto dall’alga microscopica Haematococcus Algae, potente antiossidante e antinfiammatorio per tutti i tessuti;
  • policofenoli, estratti dalla canna da zucchero e dalla cera d’api, anticolesterolo e inibitori della formazione di coaguli del sangue;
  • berberina, alcaloide vegetale estratto dal crespino (Berberis vulgaris), anticolesterolo e insulino-sensibilizzante;
  • acido folico, inibitore dei livelli di omocisteina (metabolita ad azione lesiva dell'endotelio vasale), contenuto in alimenti sia di origine animale che vegetale

 

UN’ALIMENTAZIONE A BASE DI NUTRACEUTICI

Quelli utilizzati dal team di ricerca dell’Università di Perugia sono solo alcuni dei nutraceutici presenti in natura. Come sottolineato nelle linee guida del Ministero della Salute per la prevenzione dell’aterosclerosi, contribuiscono a ridurre il colesterolo anche la carnitina, octacosanolo e l’acido linolenico (omega3).

La carnitina, ad esempio, si trova nelle carni rosse e svolge un ruolo di primo piano nel metabolismo dei grassi. L’octacosanolo è presente nell’olio di germe di grano e nello strato esterno di molti frutti. Serve a prevenire la trombosi e l’ipercolesterolemia. L’acido linoleico, conosciuto anche come omega 3, protegge il cuore e le coronarie e si trova nei semi e nell’olio di semi di lino.

 

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti Bussola Sanità

Seguici su

  • facebook
  • twitter

Iscriviti alla nostra

  • newsletter