L'Italia investe 130 milioni nella lotta all'Aids, Tbc e malaria

Aumentano del 30% le donazioni del nostro Paese al Global Fund per combattere le tre epidemie che colpiscono i Paesi più poveri del mondo

L’Italia si prepara a ricoprire un ruolo da protagonista nel sostegno della salute globale e nella lotta contro Aids, tubercolosi e malaria. L’impegno del nostro Paese è certificato dall’incremento (del 30%) delle risorse destinate al Global Fund per Il fondo di finanziamento. Istituito nel 2001 durante il G8 di Genova, è oggi uno strumento fondamentale per accelerare la fine delle tre epidemie che colpiscono in particolare i Paesi economicamente svantaggiati.

È qui, infatti, che l’incidenza e la mortalità di queste patologie sono molto più alte rispetto il resto del mondo. Ecco perché una parte consistente del fondo viene utilizzato per rafforzare i loro sistemi sanitari, in modo da garantire assistenza costante per tutta la popolazione.

 

I RISULTATI DEL GLOBAL FUND

Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il Global Fund è stato possibile salvare, dalla sua fondazione fino ad oggi, la vita di 17 milioni di persone in tutto il mondo. Come confermato da Margaret Chan,  presidente dell’Organizzazione mondiale della Sanità, il fondo globale oggi supporta in totale oltre 470 programmi in più di 100 Paesi.

 

LOTTA ALL’AIDS: I NUMERI

Dalla data della sua fondazione, nel 2001, ad oggi il numero di morti causate dall’Aidsè sceso di oltre il 40%. In più, oltre 15 milioni di persone sono in terapia antiretrovirale per l'Hiv nei Paesi più poveri. Il risultato è soddisfacente soprattutto alla luce del fatto che erano 300 mila nel 2002.

Sulla base di queste premesse secondo Bill Gates, principale benefattore del fondo, "ci vorranno 8-10 anni per arrivare a un vaccino per l'Aids".

 

MALARIA E TUBERCOLOSI: DUE EPIDEMIE DA ELIMINARE

Grazie alle risorse del Global Fund sono state distribuite in tutto il mondo oltre 600 milioni di zanzariere trattate con insetticida per combattere la diffusione del virus della malaria. Grazie a questo accorgimento, tra il 2000 e il 2014, il numero di morti causati dalla malattia a livello globale è sceso del 48%.

 Infine, si devono aggiungere i risultati raggiunti nel campo delle cure per la tubercolosi: 15 milioni di persone hanno ricevuto assistenza e la mortalità è scesa del 41% dal 2000 al 2014.

 

SANITÀ GLOBALE: LA POSIZIONE DELL’ITALIA

Dal 2002 al 2016 l’Italia ha investito nel Global Fund 850 milioni di euro aggiudicandosi il settimo posto nella classifica dei Paesi donatori. E, secondo quanto annunciato durante il convegno svoltosi a Roma 'The Contribution of the Global Fund to Global Health within the Framework of the Agenda 2030', il contributo italiano è destinato ad aumentare. Dai 100 milioni finanziati nel 2014-2016 ai 130 nel triennio 2017-2019.

"E' stato un partner fondamentale fin dagli inizi e siamo grati per la sua leadership e visione", riconosce al nostro Paese Mark Dybul, direttore esecutivo del Fondo globale. "Porre fine alle epidemie che colpiscono la vita di milioni di persone nei Paesi più poveri è uno degli investimenti più intelligenti che si possano fare per creare opportunità, promuovere la giustizia sociale e favorire la crescita e la sicurezza".

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