Disturbi della vista, l'importanza della visita oculistica

Dal tipo di esami da fare alle patologie più comuni, dalla prevenzione del glaucoma all'operazione della cataratta, i consigli del Dott. Capozzi

La vista rappresenta il 90% della nostra esperienza sensoriale. Con questa precisazione la Società Oftalmologica Italiana sottolinea non solo l’importanza del nostro sistema visivo, ma anche la necessità di prendersene cura adeguatamente e con costanza.Spesso non ce ne rendiamo conto, tra raggi Uv , pollini e inquinamento, ma i nostri occhi sono sottoposti a stress continui. Senza contare poi i difetti e le patologie che possono colpirli, dai più comuni come la miopia ai più complessi come il glaucoma.

Il Dottor Paolo Capozzi, chirurgo oculista, chiarisce alcuni dubbi in merito.

 

Dottor Capozzi, ogni quanto tempo un soggetto adulto dovrebbe controllare la vista?

Premettendo che le visite oculistiche dovrebbero essere fatte almeno ogni uno o due anni, diventano necessarie soprattutto nel caso degli over 40 perché è dopo questa età che possono insorgere alcune patologie della vista gravi, come ad esempio il glaucoma.

 

Quale tipo di esami è necessario fare?

Per quanto riguarda gli esami visivi specialistici, importante è la tonometria. Si tratta di un test che valuta e monitora la pressione dell’occhio. È un esame fondamentale soprattutto per individuare patologie gravi e degenerative come il glaucoma. Questo infatti non si manifesta con sintomi particolari  e spesso ci si accorge di esserne affetti quando la vista è ormai seriamente compromessa. In compenso però, grazie alla tonometria, è possibile fare prevenzione.

 

È possibile da un esame della vista diagnosticare altre patologie? Se si quali?

Spesso siamo proprio noi medici oculisti a lanciare campanelli d’allarme sulla salute generale del paziente perché da un esame approfondito della vista è possibile riscontrare condizioni cliniche di altri organi e apparati. Ad esempio, grazie a un fondo oculare, un’indagine diagnostica per analizzare in profondità le parti più interne del bulbo oculare (retina, nervo ottico, vasi retinici, macula e corpo vitreo) si possono rilevare retinopatie che spesso sono una conseguenza del diabete, infatti si parla anche di retinopatie diabetiche.

 

Quando è consigliabile ricorrere alla chirurgia per ricorrere ai difetti della vista?

Gli strumenti e le tecniche in ambito chirurgico si sono evoluti a tal punto che i rischi legati alle operazioni sono stati ridotti al minimo. Ecco perché oggi gli interventi chirurgici sono oggi molto frequenti anche in campo oculare per la cura di difetti e patologie. Ad esempio l’intervento per correggere la miopia da molte soddisfazioni e ha una probabilità di successo quasi del 100%, garantendo una risoluzione totale del problema. Così come quello per la cataratta che colpisce principalmente gli uomini over 60.

 

Ecco a proposito della cataratta, esistono altri tipi di terapie oltre all’operazione?

No. Esistono in commercio dei colliri, ma servono solo per alleviare il fastidio legato alla patologia, non di certo per risolvere il problema per il quale non esiste alcuna terapia medica. La cataratta consiste nell’opacità del cristallino. È fisiologica, dovuta all’avanzare dell’età oppure può essere in forma congenita quindi essere collegata a una patologia fetale. Il danno, comunque, è irreversibile. Ecco perché l’intervento chirurgico è l’unica soluzione possibile.

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