Trasfusioni di sangue: chi può donare (e chi no)

Dall'età al peso, dalla pressione arteriosa allo stile di vita, ecco quali caratteristiche servono per effettuare una donazione

Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo si contano 108 milioni di donazioni di sangue all’anno, praticamente 20 al minuto. Ben 62 Paesi, tra cui l’Italia, assicurano il proprio fabbisogno interno grazie all’aiuto dei volontari.

Per quanto donare il sangue sia un gesto importante sia verso noi stessi sia verso gli altri, non tutti possono farlo.

È necessario, infatti, rispettare alcuni prerequisiti in modo da garantire la sicurezza del sangue prelevato a tutela di chi poi lo riceverà nel corso della trasfusione.

Sulla base delle indicazioni dell’Avis, ecco di seguito le caratteristiche del donatore ideale.

 

TRASFUSIONI DI SANGUE: CHI PUÒ DONARE

La prima condizione da dover rispettare se si decide di donare il sangue per le trasfusioni è l’età. La fascia ideale per candidarsi è, infatti, quella che va dai 18 ai 60 anni. Fino ai 65 anni di età, comunque, si può proseguire l’attività di donatore, a meno che non ci siano divieti da parte del medico curante. Il soggetto, poi, deve pesare almeno 50 kg. La precisazione sul peso è fondamentale per la salvaguardia del donatore stesso: se dovesse pesare meno di 50 kg, infatti, potrebbe non sopportare lo stress fisico dovuto al prelievo e sarebbe maggiore la probabilità di sensazioni di debolezza e stordimento.

Altri due fattori da monitorare per poter donare il sangue sono le pulsazioni e la pressione arteriosa. Le prime devono essere comprese tra i 50 e 100 battiti al minuto. Nel secondo caso, invece, la massima non può superare i 180 mm di mercurio o essere inferiore ai 110; la minima invece deve essere compresa tra i 60 e i 100 mm di mercurio. In generale, comunque, il donatore deve assicurarsi di avere un buono stato di salute e uno stile di vita sano.

 

QUANDO SMETTERE DI DONARE IL SANGUE

Ci sono casi in cui, per garantire il bene di chi ha bisogno di trasfusioni di sangue, il donatore deve interrompere i suoi prelievi periodici. Ad esempio, la sospensione temporanea è da prendere in considerazione se negli ultimi quattro mesi il soggetto donante si è sottoposto a interventi chirurgici o operazioni cosmetiche (tatuaggi, piercing).

 Donare il sangue è, oltre che un dono, un atto di responsabilità quindi bisogna sospendere i prelievi destinati alle trasfusioni di sangue quando si è entrati in contatto con individui affetti da malattie infettive più o meno gravi, dall’influenza all’Hiv. Per esempio, il personale medico e infermieristico dei centri ospedalieri, può dover curare malati di Aids o epatite C. Anche se esistono precauzioni, l’Avis consiglia di aspettare prima di riprendere a donare il sangue e poi sottoporsi nuovamente alle analisi del sangue.

 

QUANTE DONAZIONI SI POSSONO FARE IN UN ANNO

Anche se, come sottolineato dall’Oms, è necessario un aumento dei donatori periodici per assicurare riserve di sangue al momento delle trasfusioni durante gli interventi o episodi traumatici, non bisogna eccedere. La frequenza annua delle donazioni di sangue varia in base al sesso. Un uomo può farne fino a un massimo di quattro all’anno, mentre la donna non può superare le due volte. Tra un prelievo e un altro, poi, devono trascorrere dodici settimane per l’uomo e sedici per la donna. In entrambi i casi, comunque, il minimo di tempo deve essere di novanta giorni.

 

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