La metà degli under 35 italiani non conosce l'Aids

Il sondaggio di Nps Onlus: disinformazione, incertezze e pregiudizi fanno da padroni nel nostro Paese riguardo il tema dell'HIV. I risultati peggiori arrivano dai più giovani

Solo 5 italiani su 10 sanno dare una risposta corretta alla domanda “Cos’è l’Aids?”. È quanto emerso da un sondaggio di Nps Onlus, Network italiano di persone sieropositive, che ha preso in considerazione un campione rappresentativo di mille persone. Le domande poste sono state volte a testare il livello di conoscenza del virus dell’HIV, delle modalità di trasmissione e delle terapie di cura.

Le risposte ottenute non sono state confortanti. I risultati più preoccupanti sono arrivati dai più giovani, nello specifico quelli della fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Poco più del 50% di questa categoria sa come si trasmette il virus dell’Hiv, contro il 70% degli over 64.

 

AIDS: QUANTO NE SANNO GLI ITALIANI

I giovani italiani hanno dimostrato di avere forti dubbi anche per quanto riguarda le modalità di trasmissione e di cura del virus. Solo il 37% di quelli tra i 25 e i 34 anni sa che l’Aids si può tenere sotto controllo. Fanno una brutta figura rispetto agli anziani con più di 64 anni che, invece, nel 62% dei casi  è consapevole che il virus è curabile.

La situazione non migliora sugli aspetti tecnici: quasi il 30% dei degli under 35 e il 25% degli adulti tra i 45 e i 55 anni, crede che “avere la carica virale azzerata” voglia dire non essere infettivi. Il 40% non si pronuncia affatto.

Non conoscere questi dettagli ha delle importanti conseguenze sul fronte prevenzione. L’Nps, infatti, deduce dai dati raccolti che se un giovane non conosce le misure che, grazie alla ricerca, sono state scoperte per monitorare l’agente patogeno, sarà maggiormente restio a sottoporsi a controlli specialistici.

 

I PASSI AVANTI DELLA RICERCA

Nonostante la scarsa consapevolezza sulla natura dell’Aids, la ricerca continua a sperimentare nuove tecniche per debellare il virus. Ad esempio, un esperimento, riuscito, dell’Università degli Studi di Milano e la Temple University di Philadelphia ha provato ad eliminare, attraverso delle “forbici molecolari”, il dna dell’Hiv dalle cellule e dai tessuti di pazienti sieropositivi.

I ricercatori hanno utilizzato la tecnica Crispr/Cas9, figlia dell'ingegneria genetica che consente di tagliare il genoma di un organismo in qualsiasi punto in maniera molto precisa, aggiungendo, rimuovendo o cambiando la sequenza di geni specifici. I risultati raggiunti, hanno dichiarato gli autori dell’esperimento, sono promettenti e possono essere la base per nuove sperimentazioni. L’obiettivo è quello di liberare i soggetti affetti dalle terapie che devono assumere a vita  per evitare che la sieropositività sfoci in malattia

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