Un italiano su tre ha il colesterolo alto

Lo studio dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri: la percentuale più alta si riscontra tra le donne. Ictus e infarti le principali conseguenze della mancata prevenzione

Sono 2,5 milioni gli italiani che soffrono di colesteroloalto e il 40% di loro non ne è consapevole. È quanto emerge dall’ultima indagine dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), “Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare”, realizzata in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità.

Lo studio ha esaminato la diffusione dell'ipercolesterolemia nella popolazione italiana di età compresa tra 35 e 74 anni. Emilia Romagna e Sardegna sono le regioni più a rischio.

 

COLESTEROLO ALTO, LE DONNE LE PIÙ COLPITE

Tra il 2008 e il 2012 nel 34,3% degli uomini e il 36,6% delle donne sono emersi livelli di colesterolo superiori alla norma. L’analisi evidenzia che, rispetto ad un decennio fa, i dati hanno subito una crescita di quasi il 25% nel caso degli uomini, del 36,6% nelle donne. In totale è il 35% della popolazione a soffrire di ipercolesterolemia e 4 italiani su 10 non sono a conoscenza della loro condizione né dei potenziali rischi per la salute.

Questo sottolinea che c’è ancora molto da fare sul fronte prevenzione. Non solo: tra quelli consapevoli e che intraprendono unpercorso di trattamento della patologia, solo il 24% degli uomini e il 17% delle donne controlla regolarmente il proprio livello di grassi nel sangue dopo il primo controllo. Il danno è che in questo modo si riduce l’efficacia delle terapie che invece potrebbero scongiurare le conseguenze peggiori.

 

COLESTEROLO ALTO: IL CASO EMILIA ROMAGNA

Le percentuali più alte di ipercolesterolemia sono state riscontrate in Emilia Romagna e Sardegna, che hanno superato il valore limite di 200 mg/dl. Nello specifico, la prima presenta un valore medio di 245 mg/dl nelle donne e 237 mg/dl negli uomini. La seconda invece, registra valori medi pari a 237 mg/dl per le donne e a 238 mg/dl per gli uomini. Seguono nella classifica Molise, Calabria e Sicilia.

In generale l’analisi dell’Anmco ha raggruppato le regioni italiani in tre macro-aree. È emerso che in quella del Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Emilia Romagna e Liguria) livelli di colesterolo alto sono stati riscontrati nel 35% degli uomini e nel 36% delle donne. Nel Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio), il 29% degli uomini e il 34% delle donne ha sofferto di ipercolesterolemia. Infine, le percentuali nella macro area del Sud (Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), sono del 36% per gli uomini e del 39% per le donne.

 

LE CONSEGUENZE DELL’IPERCOLESTEROLEMIA

L’Italia detiene il primato di mortalità per malattie cardiache, di cui il colesterolo è una delle cause. I lipidi in eccesso che si accumulano e depositano sulle pareti dei vasi sanguigni finiscono per ostruirli, impedendo il passaggio del sangue. Nel 2013, il 48% delle morti di soggetti sotto i 75 anni, è stato provocato da attacchi di cuore (185mila decessi) e ictus (94mila). Anche da un punto di vista economico, il sistema sanitario risente di queste complicanze: l’ipercolesterolemia costa 1,14 miliardi, di cui il 96% per le ospedalizzazioni e il 4% per farmaci e assistenza specialistica. 

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