Anaao-Assomed e Fadoi insieme per la ricerca clinica

In una lettera l'associazione dei medici dirigenti e la federazione dei dirigenti ospedalieri annunciano proposte concrete per incentivare la ricerca e la cultura della ricerca nelle aziende sanitarie

Promuovere la ricerca in ambitoclinico per migliorare la cultura della ricerca e garantire un bene strategico per il Sistemasanitarionazionale. Sono le basi del rinnovo dell’accordo tra Anaao-Assomed e Fadoi, le sigle che rappresentano l’associazione dei medici dirigenti e la federazione dei dirigenti ospedalieri.

Per raggiungere gli obiettivi, Anaao e Fadoi proporranno una serie di programmi per incentivare la ricerca nella aziendesanitarie in occasione di un convegno in programma a Roma mercoledì 8 giugno.

In una lettera, che pubblichiamo in basso, i rappresentanti dell’associazione e della federazione hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa.

Gentile Direttore,

in questa epoca in cui i professionisti della Sanità e il loro  patrimonio culturale e tecnico vengono sempre più marginalizzati  a fronte di una gestione aziendalistica degli ospedali e burocratico-amministrativa della Medicina, pensiamo che sia più che mai  necessario che si torni  a valorizzare una delle  mission che Anaao-Assomed e Fadoi (Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti) ritengono sia realmente strategica per il nostro sistema sanitario: la promozione della Ricerca.

La ricerca in ambito clinico è infatti un bene prezioso con ricadute importanti non solo sulla salute e l’efficacia del sistema sanitario,  ma  sulla crescita di un intero paese. Un sistema sanitario pubblico che non promuova  concretamente la cultura della ricerca perde un'occasione di progresso e di evoluzione.

Promuovere la ricerca clinica nelle aziende sanitarie – si legge nella lettera a firma di Anaao-Assomed e Fadoi - ha inoltre una fondamentale funzione etica perché valorizza i contenuti e il lavoro delle persone e può costituire  un potente stimolo formativo non solo per i medici ma per tutte le altre figure sanitarie che così maturano una consapevolezza della dimensione quantitativa, qualitativa e descrittiva della loro funzione.

La Ricerca clinica non deve essere intesa soltanto come la realizzazione di complesse indagini  sperimentali, ma anche come un  metodo di lavoro che tenda a comparare le caratteristiche del servizio e i risultati dello stesso, consentendo un tangibile miglioramento continuo della pratica e delle procedure mediche condivise. 

L’Italia da sempre si è contraddistinta per il valore dei suoi ricercatori che quando riescono a realizzare ricerche rilevanti  nel nostro paese,  lo fanno troppo spesso  in un clima  di indifferenza e isolamento, quasi a “dispetto”  di un “sistema aziendale”  che non li riconosce come fonte  di ricchezza. La politica sanitaria non può essere fatta solo di tagli e di visione aziendale perché la Salute e la Medicina sono ben altro: il più elevato contenuto valoriale di un ospedale  è il sapere e il saper fare di chi ci lavora. Il valore di un'azienda sanitaria è nullo  senza la cultura e le competenze specifiche e specialistiche  delle figure sanitarie.

Ma senza stimoli culturali, facilitazioni  e incentivi a progredire e  a rinnovarsi, questo patrimonio  sanitario si  impoverisce. È quello che sta accadendo da diversi anni in Italia e nel Lazio, come evidenziato dal crollo della ricerca no-profit e dalla percezione diffusa  di perdita della qualità  sanitaria da parte dei professionisti. Pensiamo sia giunto il momento che la politica sanitaria, nazionale e regionale promuova la cultura  della ricerca clinica negli ospedali con stimoli forti, contribuendo in tal modo anche a incidere concretamente sulla formazione e sull’etica in sanità.

Su questo tema si terrà l’8 giugno alle ore 14, presso la Sala Tevere della Regione Lazio, il convegno-dibattito: “Ricerca clinica e sistema sanitario: ripensiamo le aziende sanitarie come “start-up” per il progresso della medicina e dell’etica del lavoro”.

Interverranno illustri ricercatori ed esperti come Nino Cartabellotta, Giuseppe Ippolito, Giovanni Bissoni, Giovanni Leonardi, Ivan Cavicchi e molti altri (in allegato il programma). Al termine del convegno verrà prodotto un documento con proposte concrete per incentivare la ricerca e la cultura della ricerca nelle aziende sanitarie.

 Donato Antonellis, Presidente  del Centro Studi e Servizi ANAAO-ASSOMED del Lazio

Guido Coen, Segretario Regionale ANAAO-ASSOMED del Lazio

M. Christina Cox, Membro del Centro Studi e Servizi ANAAO-ASSOMED del Lazio

Dario Manfellotto, Consigliere Nazionale FADOI

David Terracina, Presidente FADOI Lazio

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