Sanità 2.0, 12 milioni di italiani prenotano sul web

Un'indagine del Censis evidenzia i benefici della digitalizzazione del sistema sanitario. Fenomeno in aumento nel nostro Paese ma in ritardo rispetto all'Europa

Dal 2005 a oggi l’uso degli strumenti digitali nel settore sanitario ha consentito un risparmio di 120 milioni di euro l’anno per i cittadini. È quanto emerge da un’indagine del Censis in collaborazione con Arsenàl.IT, centro veneto di ricerca sull’innovazione in campo medico. Riduzione dei tempi di attesa, accessi semplificati a procedure e diagnosi e rapporti diretti con gli specialisti sono solo alcuni dei benefici di cui possono godere i pazienti attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Lo studio mostra una maggiore presa di consapevolezza da parte degli italiani: nel 2015 dodici milioni hanno prenotato online le prestazioni sanitarie e più di sette milioni hanno consultato i referti medici e pagato i servizi direttamente su internet. Ancora poco soddisfacente però, sottolinea il report, il confronto con l’Europa.

 

SANITÀ DIGITALE: I SERVIZI PIÙ USATI

Dalla ricerca è emerso che i cittadini italiani apprezzano e utilizzano i servizi digitali soprattutto quando sono semplici, accessibili e producono un vantaggio immediato. In particolare, il servizio di “scarico del referto online” è considerato semplice da utilizzare da quasi il 92% degli utenti. Oltre l’84% degli utenti di età compresa tra i 18 e i 64 anni e il 35% degli ultrasessantacinquenni che ha scaricato un referto online lo ha fatto autonomamente, senza utilizzare il servizio di assistenza.

I pazienti, però, usano internet anche per prenotare visite ed esami specialistici (24%), per comunicare direttamente con il proprio medico di base (16%) e per ottenere informazioni sulle strutture sanitarie (26%). Rispetto al 2015, poi, è cresciuta del 240% la percentuale di persone che usano servizi di mail e messaggistica messi a disposizione da ospedali e studi medici, come promemoria di controlli periodici.

 

SANITÀ DIGITALE: RISPARMIO DI TEMPO

Per il 90% degli italiani, secondo il rapporto del Censis, le procedure online di prenotazione di visite e download di referti convengono prima di tutto per una questione di tempo. I cittadini preferiscono infatti accedere ai servizi sanitari via web soprattutto per evitare le code tipiche degli sportelli, evidenziati come uno dei principali deficit di tutto il nostro sistema sanitario.

 

LE APP DELLA SALUTE

Nel processo di digitalizzazione della sanità un posto di rilievo lo occupano anche le applicazioni per smartphone: non mancano infatti quelle legate al controllo del nostro stato di salute psico-fisico. Così come, sottolinea l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, sono sempre più gli italiani che le utilizzano.

Dall’indagine svolta in collaborazione con Doxapharma su un campione rappresentativo di mille persone, è emerso che le più diffuse in Italia sono quelle per il monitoraggio dei battiti cardiaci, utilizzate dall’11% degli intervistati. Seguono quelle per il conteggio dei passi (10%), per la programmazione degli allenamentifisici (9%) , e per il consumo delle calorie (7%). Ancora scarso, invece, l’interesse per le app sul controllo del sonno, usate solo dall’1% del campione.

 

IN RITARDO RISPETTO ALL’EUROPA

Nonostante i buoni risultati dell’ultimo anno, a livello nazionale si registrano ancora ritardi nell’utilizzo di servizi online e nell’acquisizione di confidenza da parte dei cittadini italiani con le nuove tecnologie. Nel 2015, infatti, il 28% degli italiani non ha mai utilizzato internet, contro una media europea del 16%, mentre il 39% ha dichiarato di essere poco o per nulla in grado di accedere ai servizi online della Pubblica amministrazione.

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