Chirurgia pediatrica mini invasiva: ecco come funziona

Dal bisturi al laser all'endoscopia fino all'impiego della robotica: l'Ospedale Bambino Gesù e l'approccio complessivo al bambino malato

Gli interventi chirurgici sui bambini dovrebbero essere il meno invasivi possibile. Ecco perché la ricerca in campo medico ha elaborato tecniche e percorsi di assistenza ad hoc per i più piccoli. Lo scopo è quello di determinare su di loro il minor impatto da un punto di vista fisico, psicologico e sociale.

Dal bisturi al laser, dall'endoscopia all'impiego della robotica, anche in Italia negli ultimi anni la chirurgia pediatrica è diventata meno aggressiva e ha raggiunto livelli di precisione prima impensabili. I risultati migliori vengono dall’Ospedale Bambino Gesù.

 

I RISULTATI IN ITALIA

Nel nostro Paese vengono eseguiti ogni anno più di 70.000 interventi chirurgici sui bambini e grazie alla mini-invasività le loro probabilità di successo e di ripresa post-operatoria sono aumentate. I bambini che oggi subiscono un’operazione restano in ospedale meno giorni, si riprendono più velocemente con meno dolore e minor stress.

In particolare all’ospedale Bambino Gesù di Roma ogni anno si eseguono 28.000 interventi, dei quali oltre il 50% con tecniche mini-invasive e con una diminuzione del 30% della durata dei ricoveri.

 

MINI-INVASIVITÀ IN 10 PUNTI

Il ricorso a tecniche e procedure mini-invasive nell’ambito della chirurgia pediatrica è sempre più diffuso. Ma la mini-invasività non è solo un fatto chirurgico. È piuttosto un approccio complessivo al bambino malato.

Per questo motivo, l’Ospedale Bambino Gesù ha stilato una lista dei dieci elementi che non possono mancare in un reparto dove vengono operati bambini:

  • dal bisturi al laser - l’ausilio del laser ad altissima precisione riduce i rischi chirurgici;
  • i robot in sala operatoria - i robot guidano il chirurgo nell’esecuzione del movimento e nell’individuazione della traiettoria con assoluta precisione;
  • la chirurgia senza taglio - nessun taglio con gli interventi in endoscopia. l’accesso dei mini-strumenti chirurgici è attraverso le vie naturali, ad esempio la bocca;
  • le tecniche “minimal access” - piccoli tagli, piccole cicatrici, recupero più veloce con gli interventi in laparoscopia e toracoscopia;
  • le diagnosi “senza dolore” - la tac ultraveloce e a basso dosaggio di raggi x riduce la necessità di anestetizzare i bambini durante la scansione. Nascono nuovi percorsi di gestione, valutazione e controllo terapeutico del dolore;
  • ricoveri più brevi - con le tecniche chirurgiche mini-invasive diminuiscono i giorni di degenza;
  • piu’ farmaci a misura di bambino – la ricerca produce nuovi farmaci pediatrici con formulazioni e dosaggi specifici, meno tossici e aggressivi.
  • l’anestesia “light” -  combina diverse tecniche di anestesia locale e sedazione con un minore dosaggio di farmaci e minore tossicità per il bambino;
  • interventi in ambulatorio - cresce il numero degli interventi in chirurgia ambulatoriale grazie a modelli organizzativi basati sull’appropriatezza clinica;
  • tanti specialisti intorno al bambino - con l’organizzazione in team multidisciplinari si ottimizzano tempi e risultati

 

I BENEFICI DELLA MINI-INVASIVITÀ

Il vantaggio generale dell’approccio mini-invasivo, sia chirurgico che non, è il rispetto del paziente nella sua globalità.

In particolare, il ricorso a procedure mini-invasive comporta minor trauma chirurgico, decorso post-operatorio più rapido e meno doloroso, minor rischio di contaminazione e infezione delle ferite, riduzione del sanguinamento, ricoveri più brevi (il numero di giorni in cui il bambino è costretto in ospedale si riduce di circa il 30%), migliore impatto estetico (le incisioni sono molto piccole e generalmente non hanno bisogno di suture), recupero funzionale più veloce e rapido reinserimento nella vita sociale.

 

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