Antibiotici senza prescrizione: i consigli dell'Aifa

Il 9% degli italiani ha utilizzato farmaci di questo tipo senza ricetta: sono i risultati di uno studio Arna finanziato dall'Unione Europea. L'allarme dell'Agenzia italiana del Farmaco

Circa il 9% degli italiani ha utilizzato antibiotici senza ricorrere a una prescrizione medica. È il risultato di uno studio Arna, finanziato dall’Unione Europea e condotto da un team di ricerca olandese su un campione di sette Paesi europei, tra cui l’Italia.

Dai risultati, riportati dall’Aifa in una nota, emerge come l’automedicazione sia un fenomeno ormai diffuso nel nostro Paese. La causa principale, secondo il report, è rappresentata dai cosiddetti left-overs, ovvero quelle dosi di antibiotico che superano il numero di quelle prescritte dal medico curante e che rimangono nella disponibilità dei pazienti.

ANTIBIOTICI SENZA PRESCRIZIONE, AIFA: “SERVE APPROCCIO CONDIVISO”

“Per affrontare questa minaccia - ha spiegato Mario Melazzini, presidente di Aifa in occasione di un incontro su Batteri e antibiotici - Scenari di un conflitto permanente - causata principalmente dall'utilizzo eccessivo e inappropriato dell'antibiotico, è necessario un approccio condiviso e multidisciplinare che porti allo sviluppo di piani e strategie nazionali”.

ANTIBIOTICI, LE REGOLE DELL’AIFA PER L’UTILIZZO CORRETTO

In questo senso, l’Aifa è impegnata da qualche anno nella campagna "Senza regole gli Antibiotici non funzionano", che ha l’obiettivo di sensibilizzare i pazienti sull’importanza di non assumere l'antibiotico per curare l’influenza, infezioni virali o raffreddori non di origine batterica e di ricorrervi solo quando necessario e dietro prescrizione del medico, seguendo scrupolosamente dosi e tempi della terapia per non inficiarne gli effetti.

Secondo l’Aifa, sono tre le regole da seguire.

1. Gli antibiotici vanno usati solo quando necessario, dietro prescrizione medica, osservando scrupolosamente dosi e durata della terapia indicata dal medico. Tale contenuto è volto ad informare la popolazione generale sui rischi che possono essere connessi all’autocura, all’interruzione spontanea della terapia o alla somministrazione di dosi inadeguate, rischi che possono ripercuotersi sia sull’efficacia della cura sia sullo sviluppo dei batteri resistenti.

2. Gli antibiotici non curano le malattie virali. Patologie stagionali quali raffreddore, influenza e altre affezioni virali dell’apparato respiratorio vanno attentamente valutate dal medico, che è il solo soggetto in grado di stabilire se si è in presenza di un’infezione virale o batterica.

3. Usare bene gli antibiotici è una responsabilità del singolo nei confronti della propria salute per avere sempre a disposizione farmaci efficaci per la propria patologia ed è inoltre una responsabilità collettiva, poiché favorire lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza, attraverso un uso improprio degli antibiotici, mette a rischio la salute della collettività.

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