"Insufficienza renale, 6 italiani su 10 non sanno perché si ammalano"

L'intervento di Roberto Palumbo, direttore del Centro di riferimento regionale di Nefrologia e Dialisi del Sant'Eugenio (Asl Roma 2) in occasione della Giornata mondiale del rene

di Roberto Palumbo*

Il 60% degli italiani non conosce il motivo per cui i reni si ammalano. Diabete ed ipertensione sono i principali fattori di rischio che portano alla dialisi, tuttavia pochissime persone lo sanno correndo il pericolo di giungere all'insufficienza renale e a conseguenti malattie cardiovascolari senza  rendersene conto. Il 10% della popolazione italiana adulta è a rischio di malattia renale cronica. Secondo i dati epidemiologici sono circa 2 milioni e mezzo i pazienti in dialisi cronica a livello mondiale, tra cui più di 50mila nel nostro Paese.

Molte patologie renali sono completamente curabili, altre possono essere “stabilizzate” - sia pure con gradi diversi di compromissione funzionale - altre ancora evolvono verso “l’insufficienza renale terminale” con la conseguente perdita quasi totale della funzione degli organi. Mai come oggi quindi, la mission dei reparti di Nefrologia dovrebbe essere quella della prevenzione e cura delle malattie renali.

La Nefrologia è una delle branche della medicina più coinvolta nel concetto di “cronicità”, conseguentemente le unità operative dovrebbero essere progettate ed impegnate a garantire la continuità dell’assistenzain ogni fase evolutiva della malattia renale cronica con la necessaria sinergia tra ospedale e territorio. Potranno prevedere un periodo più o meno lungo di malattia in “terapia conservativa”, durante la quale prevalgono le visite ambulatoriali e le cure dietetiche e farmacologiche, una fase “educazionale” in cui gli incontri ambulatoriali sono più frequenti ed il paziente è coinvolto in modo diretto nella gestione della malattia, una delicata fase di scelta, preparazione ed avvio al trattamento dialitico; dopo un periodo piu? o meno prolungato di “stabilizzazione” in dialisi, è prevista – quando possibile – una fase di avvio al trapianto renale. Con il trapianto il paziente ritorna alle cure ambulatoriali, di tipo ultraspecialistico. 

Il tema della prevenzione è quindi il cardine intorno al quale deve ruotare la sensibilizzazione e l’organizzazione sanitaria, per combattere un problema di salute pubblica globale destinato ad aumentare di oltre il 20 % nei prossimi anni . Proprio per questo il focus della Giornata Mondiale del Rene 2016 è rivolto alle giovani generazioni: “Malattia renale nell’infanzia: agire precocemente per prevenirla”. Infatti nei bambini osserviamo un’incidenza di malattie renali di 12,1 casi per anno per milione di abitanti ed una prevalenza di 75 per milione di abitanti. Alcune di queste patologie sono ereditarie, altre dovute a malformazioni dell’apparato urinario, mentre altre ancora acquisite per meccanismi di danno di diversa natura. In tutti i bambini eseguire esami di base semplici, ma importanti nell’identificare il problema renale precocemente porterebbe a guarire o modificare positivamente il decorso della malattia renale.

* Direttore dipartimento delle Specialità e della Continuità assistenziale Ospedale-Territorio e del Centro di riferimento regionale di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale S.Eugenio - Asl Roma 2

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