Insufficienza renale, ne soffrono oltre 2 milioni di italiani

Insufficienza renale, ne soffrono oltre 2 milioni di italiani

Se n'è parlato al Senato in occasione della Giornata mondiale del Rene. Tra i temi, il ruolo della prevenzione e la terapia dietetica nutrizionale

Circa 2.2 milioni di italiani soffrono di malattia e insufficienza renale cronica. Se n’è parlato ieri in Senato in occasione della Giornata mondiale del rene, prevista per oggi, 10 marzo.

La malattia renale cronica tende alla progressione e costringe spesso al trattamento dialitico, che rappresenta un vulnus alla qualità della vita e un onere importante per il Ssn (si parla di fino a 40.000 euro l’anno per paziente).

L’INSUFFICIENZA RENALE E LA TERAPIA DIETETICA NUTRIZIONALE

Durante il convegno, dunque, è emerso come per combattere l’insufficienza renale non basti promuovere corretti stili di vita e diagnosi precoce, ma sia necessario, a patologia emersa, intervenire per rallentare il decorso. In particolare, una soluzione è rappresentata dalla terapia dietetica nutrizionale, che si è dimostrata in grado di ritardare la progressione dell’insufficienza renale cronica e le sue co-morbilità, riducendo il rischio di escalation verso la fase dialitica, con risparmi sostanziali e un significativo miglioramento della qualità di vita dei pazienti.

“La Terapia dietetica nutrizionale è parte integrante del trattamento conservativo dell‘Insufficienza renale cronica - ha spiegato Ersilia Troiano, Presidente ANDID (Associazione Nazionale Dietisti) - Questa terapia si fonda non solo sulla migliore evidenza disponibile, ma anche sull’esperienza clinica e sui valori del paziente. Se il trattamento dietetico è effettuato da un operatore esperto, la probabilità di eventi avversi è minima e ampiamente controbilanciata dall’effetto terapeutico. Perché ciò avvenga, è indispensabile che la dieta sia costruita sul paziente, e non solo sulla diagnosi”.

GIORNATA MONDIALE DEL RENE, IL RUOLO DELLA PREVENZIONE

La prevenzione resta comunque uno strumento fondamentale per combattere l’insufficienza renale. “In questo senso, è necessario attuare tre  livelli - ha sottolineato il professor Loreto Gesualdo, Ordinario di Nefrologia dell’Università di Bari - Per la primaria  è indispensabile sollecitare la popolazione ad adottare uno stile di vita corretto, bilanciando l’introito alimentare con l’attività fisica e bevendo almeno un litro e mezzo di acqua al giorno; per la secondaria è fondamentale tenere sotto controllo le patologie predisponenti, quali Ipertensione e Diabete; per la terziaria, è imprescindibile avviare precocemente il paziente al Nefrologo per rallentare la progressione della MRC e scongiurare così il ‘Late referral’ che spesso lascia spazio solo alla dialisi”.

CHE COS’È LA MALATTIA RENALE CRONICA

In occasione della Giornata mondiale del rene, è fondamentale anche ricordare di cosa si parla quando si cita la malattia renale cronica. La Mrc (questo l’acronimo, ndr), è una condizione di alterata funzione renale che persiste oltre i 3 mesi. È classificata in cinque stadi di crescente gravità: dal danno renale (stadio 1) alla terapia sostitutiva dialitica o il trapianto di rene (stadio 5). Secondo il recente studio CARHES (Cardiovascular risk in Renal patients of the Health Examination Survey) condotto dalla Società Italiana di Nefrologia, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, la prevalenza della Malattia Renale in Italia è del 7,5% negli uomini e del 6,5% nelle donne, per un totale di circa 2.200.000 pazienti. 

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