Salute, è allarme per i superbatteri resistenti

Se n'è parlato in un convegno patrocinato da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità. Ecco cosa fare per la prevenzione

Entro il 2050, i superbatteri resistenti potrebbero causare 10 milioni di decessi, più del numero di quelli attuali per il cancro. È l’allarme che emerge da un convegno patrocinato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità per richiamare l'attenzione "su un problema allarmante, potenzialmente drammatico", come quello della resistenza dei batteri agli antibiotici.

Superbatteri resistenti, attenzione agli smartphone

Alla luce del problema, sono state anche delineate strategie per affrontarlo. Prima fra tutte, la messa in campo di tutte le risorse per accelerare lo sviluppo di nuove molecole antibiotiche da rendere accessibili ai pazienti. Poi, l’attuazione di una sorta di ‘educazione antibiotica’ con poche e semplici regole che vanno dal lavaggio delle mani alla limitazione dell’uso degli smartphone, portatori inconsapevoli di batteri, all’interno degli ospedali.

Italia maglia nera per la resistenza agli antibiotici

L'Italia ha la "maglia nera" tra l'Europa del paese con le più elevate percentuali di resistenza verso quasi tutti gli antibiotici. I dati dell'Istituto Superiore di Sanità raccontano di livelli di resistenza sono più alti al Centro e al Sud, dove è più elevato anche il consumo di antibiotici. Nel dettaglio, in Italia le infezioni correlate all'assistenza intra-ospedaliera colpiscono ogni anno circa 284.000 pazienti (dal 7% al 10% dei pazienti ricoverati) causando circa 4.500-7.000 decessi. Le più comuni sono polmonite (24%) e infezioni del tratto urinario (21%).

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