Radiologia interventistica: tutti i vantaggi

Si tratta di interventi sostitutivi e alternativi alla chirurgia tradizionale: ecco come si curano una serie di patologie grazie alla medicina mini-invasiva

Arrestare e diminuire l’ingrandimento della prostata, curare il fibromauterino e trattare i varicoceli maschili e femminili: sono solo alcuni degli interventi possibili con la radiologiainterventistica.

Si tratta di un tipo di medicina mini-invasiva, un'alternativa alla chirurgia tradizionale che, (nel caso della embolizzazione dell’ipertrofia prostatica benigna), attraverso l'inserimento di microparticelle nel sistema arterioso periferico, consente di diminuire le dimensione della ghiandola in alcune settimane.

Sono solo alcuni degli interventi possibili grazie alla tecnica, come spiegato dal dott. Stefano Pieri dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma (foto copertina) medico chirurgo e docente in "Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia".

RADIOLOGIA INTERVENTISTICA: I VANTAGGI

La Radiologia interventistica è una branca della Radiologia (la Diagnostica per immagini), che impiega una serie di apparecchiature radiologiche (ecografo, TAC, Risonanzamagnetica, fluoroscopia), per effettuare interventi mini-invasivi, in anestesialocale, attraverso l’inserzione di un ago nella cute.

Si tratta di interventi a tutti gli effetti, sostitutivi e alternativi al corrispettivo atto chirurgico.

Rispetto alla chirurgia, i vantaggi offerti dagli interventi di Radiologia Interventistica sono:

  • la mini-invasività: l’ingresso nel corpo umano avviene sempre attraverso una puntura cutanea, o in un vaso arterioso o in una vena, a seconda degli atti terapeutici da effettuare

  • l’impiego sistematico dell’anestesia locale, cutanea: solo in alcuni interventi si preferisce una sedazione profonda; eccezionalmente può esserci bisogno di un’anestesia generale, a seconda delle caratteristiche del paziente

  • la selettività d’azione: consente di arrivare in estrema periferia, senza avere la necessità di effettuare ampie aperture

  • la ridotta degenzaospedaliera: mediamente la degenza è di 1-3 notti, contro un equivalente di 3-5 notti dei corrispondenti atti chirurgici

  • i diminuiti costi di assistenza ospedaliera: non solo i costi dell’occupazione del posto letto, ma l’assenza di dover necessariamente ricorrere all’assistenza infermieristica

  • il grado di soddisfazione dei pazienti: che riescono a risolvere la problematica clinica in modo quasi impensabile, senza dolore

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