Assistenza digitale, un servizio di eccellenza per i malati cronici

Presentato il lavoro del team di studio istituito presso la Luiss: la tecno-assistenza è una strada sostenibile per una migliore presa in carico dei pazienti

L’Italia ha le carte in regola per fare della telemedicina, e più in generale della tecno-assistenza, un volano di innovazione attraverso cui garantire un migliore servizio ai cittadini, riducendo al contempo le spese per il Sistema sanitario nazionale. Questo quanto emerso dal lavoro, presentato a Roma, del laboratorio per la valutazione di impatto dell’introduzione di un sistema di tecno-assistenza sul territorio, che è stato istituito presso la Luiss, con il supporto di Vree Health Italia, e a cui hanno partecipato esperti del settore, manager della sanità e docenti universitari.

Lo studio: “Servizi migliori a costi sostenibili”

Il lavoro svolto da esperti e manager della sanità si è concentrato sui servizi di tecno-assistenza per i pazienti affetti da una patologia cronica. Una platea importante: un italiano su tre rientra in questo insieme. Sono stati valutati i benefici che modelli innovativi di care management assicurano a queste persone in cura e in generale al Sistema sanitario nazionale. Il laboratorio ha inoltre elaborato un modello economico sostenibile per il potenziamento della tecno-assistenza, come ha spiegato ai microfoni di Bussola Sanità Massimo Mangia, Responsabile e-Health di Federsanità e membro del team di studio.

 

“Pubblico e privato lavorino insieme per potenziare I servizi”

Le tecnologie sono arrivate a livelli di affidabilità straordinari e sono in grado di fornire già oggi e fin da subito un servizio di eccellenza ai cittadini. Per fare ciò, però, occorre che pubblico e privato collaborino insieme per potenziare il servizio. Questo il senso dell’intervento di Isabella Mastrobuono, Docente Luiss e membro del laboratorio.

 

“Un ecosistema digitale per favorire la tecno-assistenza”

Nel team di lavoro del laboratorio per la valutazione di impatto dell’introduzione di un sistema di tecno-assistenza sul territorio anche Roberto Moriondo, rappresentante delle Regioni nel Comitato di indirizzo AdID. Moriondo ha insistito sulla necessità di creare un “ecosistema digitale” dentro al quale possano crescere anche la telemedicina e la tecno-assistenza.

 

Tecno-assistenza, il ruolo delle Regioni

Nel corso della presentazione del lavoro del team di studio, Riccardo Fatarella - Direttore generale del dipartimento Tutela della salute e Politiche sanitarie della Regione Calabria – ha insistito sull’importante ruolo delle Regioni. Sono queste, secondo il membro del laboratorio, a governare la dimensione territoriale adatta a favorire lo sviluppo di progetti di telemedicina di largo respiro.

 

Anche Giovanni Bochicchio, Direttore generale della ASP di Potenza, ha sottolineato la centralità della tecno-assistenza per garantire un servizio puntuale ed efficiente sul territorio. Un ruolo che diventa centrale nelle aree del Paese a bassa densità di popolazione.

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