Sciopero medici, Tirelli (Anaao): "A rischio i livelli minimi di servizio"

A colloquio con il Segretario regionale del Lazio di Anaao Assomed sull'agitazione del 16 dicembre. "Serve un tavolo di confronto con la politica"

L’assistenza sanitaria pubblica deve rimanere intatta. Serve un tavolo di confronto con la politica sul futuro della sanità pubblica in Italia”. A parlare è Guido Coen Tirelli, Segretario regionale del Lazio di Anaao Assomed, uno dei sindacati che ha indetto lo sciopero nazionale di 24 ore dei medici per il prossimo 16 dicembre, che vedrà la partecipazione di tutte le sigle sindacali di categoria.

Sciopero medici: i motivi dell’agitazione

Un’agitazione spinta, secondo quanto spiegato da Tirelli a Bussola Sanità, da “tagli continui, che stanno incidendo soprattutto sul personale medico, sempre più in difficoltà nel garantire un’assistenza corretta ai cittadini”. Al centro della protesta dei camici bianchi, un livello di finanziamento del servizio sanitario inferiore al fabbisogno.

“Sono a rischio i livelli minimi di servizio – è l’allarme del Segretario regionale del Lazio di Anaao -. Tutto il personale è in difficoltà, tra riduzione dei costi e blocco del turnover: è una situazione che non si può più tollerare. L’ultimo emendamento alla Legge di stabilità parla di assorbimento dei precari, ma riguarda solo il 20% del totale”.

L’obiettivo: “Garantire un’assistenza pubblica adeguata ai cittadini”

La richiesta dei sindacati a Governo e Regioni è di riservare attenzione per la salute dei cittadini, mettendo fine alle ripercussioni che gli ultimi tagli hanno avuto sulle liste di attesa, sull'integrazione ospedale territorio, sulle condizioni di lavoro, sulla qualità e sicurezza delle cure, sulla sperequazione esistente nell'esigibilità del diritto alla salute e nei livelli di tassazione, che derivano da un progressivo impoverimento del servizio pubblico.

“Il punto centrale della questione riguarda proprio i cittadini – conclude Tirelli -. Noi vogliamo che il livello di assistenza che finora siamo riusciti a garantire rimanga stabile. E, non ultimo, evitare un futuro in cui le persone sono costrette a rivolgersi alle strutture private, in assenza di servizio sanitario pubblico di qualità”.

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