Diabete, con la telemedicina migliorano glicemia e qualità della vita

Il telemonitoraggio riduce anche le visite specialistiche e gli accessi al pronto soccorso. Chiriatti: "La tecnologia ci aiuta a prendere in carico il paziente"

L’uso di sistemi di telemedicina nella gestione del diabete migliora il controllo della glicemia e la qualità della vita dei pazienti, consentendo, contestualmente, una riduzione delle visite specialistiche e degli accessi al pronto soccorso. È quanto emerge da uno studio condotto in Italia che ha coinvolto 29 medici di medicina generale e 302 pazienti fra Roma e Firenze.

Lo studio sul telemonitoraggio per la gestione del diabete

I risultati dello “Studio randomizzato sul telemonitoraggio domiciliare per la gestione del rischio metabolico e cardiovascolare nei pazienti con diabete di tipo 2” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Diabetes technology and therapeutics. La sperimentazione ha coinvolto persone di entrambi i sessi, con età superiore ai 45 anni, che presentavano uno scompenso glicemico con valori di  di emoglobina glicata compresi tra  7,5% e 10%. I pazienti sono stati suddivisi in maniera casuale in due gruppi. Ai membri del primo gruppo è stato fornito il sistema di monitoraggio in remoto Doctor Plus (sviluppato da Vree Health), collegato a una centrale, che rileva e invia in tempo reale i valori della  glicemia, la pressione e il  peso corporeo.

Chiriatti: “Migliorano i parametri e la qualità della vita”

“Grazie al sistema di telemedicina – spiega il dott. Alberto Chiriatti della Asl Roma D, coordinatore dei medici che hanno partecipato alla ricerca – c’è stato un controllo metabolico migliore nell’arco temporale della sperimentazione (12 mesi, ndr). I pazienti trattati in telemedicina hanno raggiunto una riduzione dei livelli di emoglobina statisticamente significativa, hanno manifestato un miglioramento importante della qualità della vita testato con questionari validati scientificamente  e, dato emerso in maniera meno incisiva ma che è comunque da sottolineare, hanno avuto bisogno di meno visite ambulatoriali specialistiche”.

“Risultati migliori mantenendo inalterata la spesa farmaceutica”

Sebbene non siano state riscontrate differenze significative fra i due gruppi rispetto agli altri parametri (il peso, il colesterolo, la pressione) è ipotizzabile, secondo Chiriatti, “che con una sperimentazione più lunga di 12 mesi si sarebbe potuto raggiungere risultati importanti anche sugli altri valori”. Questo perché “in un arco di tempo tutto sommato ristretto è stato centrato il target più importante, quello relativo alla glicemia glicata”. Insomma, è stata vinta una partita fondamentale, ma “se avessimo giocato di più, avremmo vinto sicuramente il campionato”. “Quello che mi preme sottolineare – commenta il coordinatore della ricerca – è che questi risultati sono stati raggiunti mantenendo inalterata la spesa farmaceutica”.

Uno strumento per 'coccolare' il paziente

“La telemedicina nella gestione del diabete porta indubbi vantaggi non solo all’utente, ma anche al medico – conclude Chiriatti -. Ci consente di prendere veramente in carico il paziente, che grazie a questa strumentazione viene seguito in tempo reale anche dal personale infermieristico che lavora alla centrale operativa alla quale giungono i dati.  Fondamentale, ovviamente, è la collaborazione tra medico specialista e  medico di medicina generale. Quest’ultimo, in caso di valori fuori la norma, viene prontamente avvertito e può intervenire in tempi rapidi. Gli effetti sui pazienti sono evidenti, la stessa diminuzione delle visite specialistiche può essere spiegata con una riduzione dell’ansia del paziente, che si sente coccolato e seguito in maniera più puntuale”.

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