Gravidanza, i consigli dell'Istituto superiore di sanità sul consumo di alcol

Le indicazioni dell'ISS per prevenire i danni al feto legati al consumo di sostanze alcoliche durante la gravidanza

Come bisogna comportarsi con le bevande alcoliche? Come evitare di correre rischi per il bambino? Domande con le quali ogni donna si è confrontata nel corso del momento più delicato della propia vita, la gravidanza.

L'Istituto superiore di Sanità, in occasione della Giornata mondiale sulla sindrome feto-alcolica, ha pubblicato sul proprio sito, alcuni utili consigli per prevenire i danni al feto legati al consumo di alcol in gravidanza.

Le indicazioni dell'Istituto superiore di Sanità

  •  durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto
  • il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione 
  • il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che, quindi, nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione
  •  l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza
  •  se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici.
  • La donna in gravidanza deve interromperne l’assunzione sino alla nascita
  • è opportuno non consumare bevande alcoliche durante l’allattamento
  • i danni causati dall’esposizione prenatale dall’alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili

Del resto, cercare di garantire un'informazione corretta, contribuisce a rendere le donne maggiormente abili e capaci nella gestione del bere, evitando di esporle agli effetti di una probabile inesperienza.

Inoltre l'Istituto superiore di Sanità, in collaborazione con l’Osservatorio nazionale alcol e con il Ministero della Salute, ha realizzato il libretto "Alcol: sei sicura? Il libretto per conoscere e non rischiare" , scaricabile dal sito del ministero.

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