Gravidanza, come beneficiare dell’esenzione se il ginecologo non ha il ricettario del Ssr

I dubbi dopo la circolare della Regione Lazio. La risposta del medico: "Mantenere il proprio ginecologo, ma rivolgersi a una una struttura pubblica"

Ci chiede una lettrice come può beneficiare dell’esenzione dal ticket per gli esami per la gravidanza a rischio, dato che il suo ginecologo di fiducia non dispone del ricettario del Servizio sanitario regionale. “Finora – precisa la donna - gli esami richiesti dal ginecologo li portavo dal medico di famiglia, che preparava le ricette”.

Le perplessità della nostra lettrice sorgono a seguito della pubblicazione di una circolare della Regione Lazio. Il documento chiariva infatti che la prescrizione degli esami in esenzione per la gravidanza a rischio (M50) può essere fatta solo dallo specialista e non dal medico di medicina generale e che la prescrizione, per ottenere l’esenzione, deve essere fatta sul ricettario del Servizio sanitario regionale (Ssr).

Nel caso in cui il proprio ginecologo di fiducia non disponga del ricettario del Servizio sanitario regionale è consigliabile, spiega un medico, mantenere comunque il rapporto con il professionista che ha seguito fino ad ora la paziente, e che quindi conosce benissimo la sua storia clinica. Per beneficiare dalla esenzione, occorre però rivolgersi ad una struttura pubblica per l’accertamento della gravidanza a rischio.

In caso in cui la gravidanza a rischio sia stata accertata, pur mantenendo rapporto con il proprio ginecologo di fiducia privato, bisogna comunque rivolgersi a un professionista di una struttura pubblica per ottenere l’esenzione per ulteriori esami, quando questi rientrano nell’elenco degli accertamenti per cui è obbligatoria la prescrizione dello specialista. E cioè:

  • Accertamento di eventuali difetti genetici in funzione pre-concezionale;
  • presenza di condizioni patologiche che comportino rischi per il feto o per la madre;
  • diagnosi pre-natale, nel caso vi sia un rischio procreativo prevedibile a priori, rischio fetale resosi evidente nel corso della gestazione;
  • minaccia di aborto.
     

Per gli altri esami, basta la prescrizione effettuata dal medico di medicina generale. E’ la stessa circolare che ricorda che “per usufruire delle suddette prestazioni sanitarie (cioè quelle specialistiche a tutela della maternità, ndr) la prescrizione è effettuata dai medici di medicina generale o dagli specialisti operanti presso le strutture accreditate pubbliche o private, compresi i consultori familiari”. Sempre il documento, ripetiamo per fare chiarezza, sottolinea che la prescrizione dello specialista, da fare sul ricettario del Ssr, è obbligatoria solo per gli accertamenti presenti nell’elenco riportato.

 

Leggi anche il testo della circolare della Regione Lazio

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