Policlinico Gemelli, primo centro integrato per le cardiopatie congenite

La collaborazione con l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù permette ai pazienti di raggiungere e superare l'età adulta nell'80 per cento dei casi

Al Policlinico Gemelli di Roma esiste un centro integrato per il trattamento delle cardiopatie congenite. Si tratta del primo esempio di reparto di questo tipo nel Lazio. Operativo dall’ottobre del 2012, costituisce un percorso clinico-assistenziale per il trattamento del paziente adulto. Gli oltre 180 soggetti presi in carico finora, in molti casi, proseguendo il lavoro degli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, con il quale esiste una stretta interazione. Il progetto assistenziale è infatti attivo grazie alla collaborazione con Antonio Amodeo, cardiochirurgo dell’ospedale del Gianicolo.

Patologie che stanno diventano trattabili. Le cardiopatie congenite si presentato in circa l’8-10 per mille dei bambini. Grazie al miglioramento delle cure in età pediatrica, gran parte dei pazienti riesce a crescere fino all’età adulta. Proprio a queste persone si rivolgono i servizi del centro integrato del Policlinico Gemelli. “Si tratta – ha spiegato Gianluigi Perri, referente del progetto presso l’ospedale dell’Università Cattolica – di una popolazione del tutto nuova di soggetti perché rispetto al passato, la cardiologia e la cardiochirurgia pediatrica hanno compiuto notevoli progressi e oggi l’80-85 per cento dei bambini nati con cardiopatia congenita riesce a superare l’età pediatrica”.

“Se nelle decadi passate – ha aggiunto Perri – dal rapporto bambini/adulti con cardiopatie congenite emergeva che la sopravvivenza sino all’età adulta era ridotta, negli ultimi anni la percentuale di pazienti adulti con cardiopatie congenite è notevolmente aumentata”. I pazienti che vogliono conoscere più nel dettaglio le modalità d’accesso a questo centro, possono contattare l’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) del Policlinico Agostino Gemelli. Gli operatori rispondono ai numeri 06.3551.0330 06.3551.0332 e si trovano anche nell’hall dell’ospedale, al quarto piano della struttura.

@gianlucacasponi

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