“Ecografia negli studi: il futuro della medicina generale”

In questo modo è possibile decongestionare i Pronto Soccorso e ridurre le liste d'attesa grazie ad una diagnosi certa e veloce

Aiutare a svuotare i Pronto Soccorso e ridurre le liste di attesa. Questa è una delle funzioni che i medici di famiglia svolgono all’interno del Sistema sanitario regionale e nazionale. Bussola sanità ne aveva già parlato con il dottor Antonio Pinto.

Una novità tecnica che aiuterà i medici a decongestionare i Pronto Soccorso è la possibilità di svolgere ecografie all’interno dei propri studi. “Questo è il futuro della medicina”, ha dichiarato a Bussola Sanità il Dott. Filippo Pizzicaroli, docente presso la Scuola di Ecografia in Medicina Generale. Esiste, infatti, in Italia una vera e propria scuola con sede a Parma per formare i medici di famiglia e prepararli nel migliore dei modi ad un usare questo macchinario.

L’ecografia è infatti un mezzo di indagine non invasiva, applicabile in molte problematiche cliniche, ma per adoperarlo è necessario un lungo addestramento del medico. La Scuola di Ecografia in medicina generale è attiva dal 2005, unica in Europa, ma sono ancora in pochi a conoscerla. Il suo obiettivo è quello di portare in medicina generale la tecnica diagnostica di primo livello.

Utilizzando questo tipo di macchinario all’interno degli studi dei medici di famiglia, è possibile avere una diagnosi certa senza intasare i Pronto Soccorso e soprattutto in tempo reale.

Le situazioni cliniche che si possono presentare in medicina generale e in cui trova indicazione l’ecografia apportando un grosso aiuto al medico sono moltissime, come nel caso del dolore addominale di tipo colico, per capire di che tipo è, oppure di dolore alla spalla o per fare una diagnosi precoce di gravidanza.

Ma ancora molto deve essere fatto. “Purtroppo non c’è una normativa che ci tutela – continua il Dott. Pizzicaroli- . Anche se i medici di famiglia con macchinari del genere stanno diventando sempre più numerosi, dobbiamo ancora farci conoscere e far capire che è in atto una vera e propria rivoluzione nella medicina”.

 

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