Fimmg, nasce la scuola di formazione in ricerca clinica

Nei prossimi due anni 400 medici di famiglia saranno "addestrati" per partecipare a progetti di ricerca sui farmaci, prima e dopo l'immissione in commercio

Quattrocento medici di Medicina generale saranno inseriti in un programma di formazione che li porterà a far parte del “Gruppo sperimentatori in Ricerca clinica della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale”. Il progetto è stato promosso dalla stessa Fimmg e da Merck & Co. che, per tramite della sua controllata Msd Italia, ha messo a disposizione senza condizioni 1,5 milioni di euro. La formazione dei professionisti punterà ad attivare la sorveglianza sull’efficacia e sulla sicurezza dei farmaci sulla base dei dati ottenuti dall’esperienza sul campo.

Dati dalla vita reale. I medici di famiglia, per loro natura, sono quelli che conoscono più da vicino la storia clinica dei pazienti. Assistiti che spesso presentano più di una malattia e di conseguenza seguono terapie multiple. “L’attuale approccio all’uso del farmaco – si legge in un comunicato – risente fortemente della mancanza di informazioni strutturate e di dati che provengano dalla Medicina generale. Questo divario tra i risultati degli studi e l’esperienza reale può limitare l’appropriatezza nell’uso dei farmaci con ricadute negative anche per la sostenibilità economica del nostro servizio sanitario, nazionale e regionale”.

Un nuovo approccio basato sulla medicina territoriale. Il medico di medicina generale ha il vantaggio di comprendere al meglio sia la reale efficacia dei farmaci che la percezione che ne hanno i pazienti: “Portare avanti studi preregistrativi nelle condizioni più vicine possibili alla realtà attraverso una scuola di ricerca clinica – ha affermato Walter Marrocco, Responsabile scientifico della Fimmg – è lo strumento che meglio rappresenta la nuova frontiera per ottenere la massima quantità di salute dai farmaci”.

“In questo senso – ha aggiunto Marrocco – l’Italia può giocare un ruolo unico in Europa, proprio perché ha un’organizzazione di assistenza territoriale basata sulla Medicina generale che non ha eguali e che, messa a sistema con gli altri partner, mondo scientifico, industria, Servizio sanitario nazionale e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), può avere ritorni sulla qualità dell’assistenza, sullo sviluppo della ricerca e sulla produzione industriale”.

 

@gianlucacasponi

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