Arsenico nell'acqua: Ŕ emergenza nel Lazio

Luigi Galieti, sindaco di Lanuvio e medico di medicina generale: "Il problema Ŕ stato affrontato con troppa leggerezza, a rischio la salute dei cittadini"

di Luigi Galieti, sindaco di Lanuvio e medico di medicina generale*

Un paio di anni fa si leggeva su un quotidiano: Emergenza arsenico confusione tanta certezze poche. Il problema arsenico è nato in sordina e, al di fuori degli addetti ai lavori è esploso in tutta la sua drammaticità solo qualche anno fa.

Nel 1998 la Direttiva europea 98/83/CE riprendeva il valore contenuto nelle linee guida Oms del 1993 che abbassavano a 0,01 mg/l la concentrazione di arsenico nelle acque. Abrogava, così, la direttiva precedente (80/778/CEE), che imponeva un livello di arsenico al di sotto di 0,05 mg/l.

L'Italia recepisce la Direttiva con il Decreto Legge n°31 del 2 febbraio 2001. La Direttiva prevede la possibilità, per gli Stati membri, di stabilire deroghe ai valori di parametro, a patto che questa “non rappresenti rischi per la salute umana, che l’approvvigionamento delle acque potabili nella zona interessata non possa avvenire con altro mezzo congruo e che la deroga abbia durata più breve possibile”. La deroga dura tre anni e potrà essere rinnovata per altri tre. Così l’Italia stabilisce due deroghe.

Nel febbraio 2010 ne richiede una terza, stavolta alla Commissione europea, e il momentaneo (fino al dicembre 2012) innalzamento dei parametri a 20, 30, 40 e 50 mg/l. La Commissione risponde ad ottobre dello stesso anno non concedendo deroghe per i parametri di 30, 40 e 50 mg/l, ritenuti troppo pericolosi per l’uomo, e accettando la richiesta di deroga solo per i comuni che non superano il valore di 20 mg/l. L’acqua con questa quantità d’arsenico, precisa la Commissione, non deve essere distribuita ai bambini al di sotto dei tre anni e alle donne incinte. Inoltre ne vieta l’uso nell’industria alimentare. Nella percezione comune italiana la differenza tra una deroga che dura un giorno e un qualcosa che dura per tutta la vita è che la deroga di un giorno dura di più. Cosi non è stato e di fronte alla fatidica data della scadenza delle deroga del  31-12-2012  è incominciata una rincorsa all'abbattimento della concentrazione dell'arsenico nell'acqua.

Ci sono state conferenze di servizi tra comuni, ACEA, ASL, Regione, Provincia, ISS; controlli sullo stato dei lavori della costruzione dei dearsenificatori; installazione di casette o contenitori per la distribuzione di acqua, controlli incrociati sullaqualità dell'acqua tra gestore ed Arpa talvolta con risultati discordanti e, qualora la concentrazione dell'arsenico avesse superato i 20 microgrammi litro chiusura utenze o fontane, cittadini sconcertati, confusi ed arrabbiati, difficoltà a comunicare tempestivamente ai cittadini le decisioni.

 La confusione era tale che non si sapeva nemmeno se fosse stato possibile utilizzare l'acqua con concentrazione superiore a 10 microgrammi litro per l'igiene personale dal 1 gennaio 2013 nei paesi nei quali i valori dell'arsenico non fossero rientrati nei parametri. Sicuramente il problema è stato affrontato con troppa leggerezza, considerando il fatto che la posta in gioco era la salute dei cittadini e che forse,  con un pochino di programmazione in più avremmo evitato di affrontare un'emergenza di queste dimensioni.  

 

  

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