Meningite pediatrica, si riaffacciano i casi da haemophilus influenzae

Il batterio, che si avviava a essere debellato, ha fatto registrare nuovi casi dopo molti anni di assenza. Il calo di copertura del vaccino esavalente la causa

Per la prima volta dopo qualche anno si torna a parlare di casi di meningite batterica da haemophilus influenzae di tipo B. È infatti notizia di qualche giorno fa il ricovero con questa diagnosi di tre bambini presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. L’agente patogeno negli ultimi anni era virtualmente scomparso, soprattutto grazie alla vaccinazione. La stessa struttura del Gianicolo ha fatto sapere che i pazienti, tre lattanti, hanno contratto un’infezione che, in tempi recenti, era comparsa solo nel 2003, con cinque casi, e nel 2012, con una sola diagnosi. I tre ricoverati di questi giorni segnalano il ritorno di un rischio di cui Bussola Sanità ha parlato con Antonio Palma, segretario della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) del Lazio.

In calo le coperture del vaccino esavalente. In Italia il vaccino contro l’haemophilus influenzae di tipo B è contenuto all’interno del siero cosiddetto esavalente perché protegge anche contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite ed epatite B. La somministrazione è prevista nei primissimi mesi di vita. “Un alto tasso di diffusione dei vaccini – ha confermato Palma – serve a proteggere non solo l’individuo ma anche la collettività, attraverso il meccanismo dell’immunità di gregge (Effetto protettivo sulle persone non vaccinate che si ha vaccinando gran parte della popolazione). Stiamo però assistendo a un calo delle vaccinazioni che sta provocando il ritorno anche di altre malattie infettive, come il morbillo. I vaccini, purtroppo, sono vittime del loro successo, perché tendono a essere considerati meno fondamentali proprio in virtù del fatto che allontanano la presenza della malattia, portando i genitori ad abbassare la guardia”.

“In questo momento – ha aggiunto Palma – bisogna sperare che questi ‘piccoli’ segnali vengano raccolti dai genitori dei neonati in modo che possano essere sensibilizzati di nuovo su questo problema. È molto importante che ciò avvenga per sventare sul nascere il pericolo di ritorno nel nostro Paese di malattie come la poliomielite. Un’infezione che è sul punto di essere debellata ma che proprio attraverso le vaccinazioni viene tenuta sotto controllo. Anche il rischio di contrarre la pertosse, in assenza della vaccinazione esavalente, diventa una realtà oggettiva.

@gianlucacasponi

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