Meningite, vaccinazione anti pneumococco non legata alle stagioni

L'immunizzazione contro questo batterio, responsabile non solo di polmoniti ma anche di meningiti deve essere effettuata nelle persone a rischio

La vaccinazione contro lo pneumococco, nelle persone a rischio, può essere effettuata in ogni momento dell’anno, indipendentemente dalla presenza dell’influenza stagionale. Questo batterio, infatti, è responsabile della maggioranza delle complicazioni polmonari legate a questa malattia. I sintomi si manifestano nella maggioranza dei casi appunto a carico dell’apparato respiratorio ma, in persone particolarmente deboli, possono attaccare anche il cervello e il midollo spinale.

Un rischio evitabile. Le vaccinazioni sono e restano il mezzo migliore per evitare di contrarre una malattia infettiva. “Ogni persona e in ogni momento – ha dichiarato a Bussola SanitàMaria Corongiu, segretario della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) del Lazio può chiedere di essere vaccinata contro lo pneumococco. In generale, la vaccinazione è raccomandata ai bambini e alle persone portatrici di malattie croniche. In questo modo si può diventare resistenti alla fonte più abbondante di polmoniti”. L’infezione si manifesta generalmente con sintomi a carico dell’apparato respiratorio superiore ma può arrivare a invadere, come detto, anche il cervello, provocando una meningite.

Dove fare il vaccino. Il vaccino può essere effettuato in tutti i centri vaccinali delle Asl di residenza di ogni cittadino. La somministrazione può essere effettuata anche da molti medici di famiglia, nel caso questi siano stati messi nelle condizioni di farlo. I pazienti possono comunque chiedere al proprio se è possibile procedere alla vaccinazione negli studi o bisogna affidarsi alle Asl. “Il vaccino – si legge sul sito Vaccinarsì– è fortemente raccomandato in bambini e adulti che presentano particolari condizioni di rischio (cardiopatie croniche, malattie polmonari croniche, diabete, insufficienza renale, asplenia, malattie del sangue, difetti delle difese immunitarie, neoplasie, trapianto, Hiv) che aumentano la probabilità di gravi complicanze”.

 
@gianlucacasponi

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