Sanità Regione Lazio, una rete per recuperare dall’ictus

Presentato il "Pacchetto ambulatoriale complesso" che consentirà alle persone colpite di essere prese in carico ed evitare che l'evento si ripeta

Un insieme di prestazioni sanitarie che prendano il carico il paziente colpito da ictus, ne accompagnino la riabilitazione ed evitino l’insorgenza di un secondo attacco. Questo lo scopo del “Pacchetto ambulatoriale complesso” (Pac) che è stato varato dalla Regione Lazio. Un’iniziativa che rappresenta un’assoluta novità in Italia che è stata presentata nei giorni scorsi da Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, durante una conferenza stampa tenutasi presso l’hotel Nazionale a Roma. Alla presentazione erano presenti anche Pier Luigi Bartoletti, vicesegretario della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), Paolo Binelli, presidente dell'Associazione per la lotta all'Ictus cerebrale (Alice) e Stefano Paolucci, segretario della Società italiana di riabilitazione neurologica e primario dell'Irccs Fondazione Santa Lucia.

L’ictus è una malattia complessa che ha bisogno di una risposta articolata. Quando l’ictus arriva a manifestarsi in maniera evidente, lo fa dopo molti anni in cui una persona, probabilmente, è stata esposta a fattori di rischio non solo come alimentazione sbagliata e fumo ma anche a difetti cardiaci come la fibrillazione atriale, un difetto del ritmo cardiaco. Il Pac è stato messo a punto proprio per evitare e reagire in maniera efficace a questi eventi e cercare di prevenire ricadute. “L'80 per cento degli ictus – si legge in un comunicato della Regione Lazio – potrebbe essere evitato con una corretta prevenzione. Fino ad oggi, dopo un ictus, il paziente veniva preso in carico dalla Asl, ma non più da chi lo aveva curato la fase acuta. Il Pac permette invece di chiudere il cerchio perché consente alla Asl di dialogare con i medici della prima fase quando il paziente, superata la fase critica, deve intraprendere un percorso di cura riabilitativo”.

Una serie di interventi tempestivi.Secondo i dati esposti da Paolo Binelli, le persone colpite da ictus, a un anno dal primo evento, sviluppano un secondo attacco in una percentuale variabile tra il 5 e l’8 per cento dei casi. Molto serio anche il discorso delle complicazioni, che possono comprendere dolori, difficoltà motorie e cognitive, e incontinenza. Questi problemi si possono manifestare anche a moderata distanza dall’evento e rendere difficile il recupero della persona e la qualità della vita dell’intera famiglia coinvolta. “Il pacchetto ambulatoriale complesso – continua il testo della Regione – intende mettere in atto una serie di interventi che possono permettere anche di contenere i costi diretti e indiretti a carico del sistema sanitario”.

@gianlucacasponi

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