Fimmg, i principi sui quali basare il rinnovo della convenzione

Pier Luigi Bartoletti, in un editoriale, ha spiegato che il medico di famiglia deve poter lavorare in maniera professionalizzante e con compiti precisi

Un medico di famiglia moderno, preparato e il cui lavoro, pur se organizzato in autonomia, sia finalizzato a obiettivi comuni con il Servizio sanitario in generale. Questo profilo è stato tracciato da Pier Luigi Bartoletti, vicesegretario della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina di generale), per spiegare quali siano le basi sulle quali lavorare per stabilire i criteri da includere nella messa a punto della nuova Convenzione fra Servizio sanitario nazionale, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Bartoletti ha affidato i suoi pensieri a un editoriale pubblicato sul sito della Fimmg di Roma e che è stato scritto in risposta a un’intervista che Franco Rossi, coordinatore della Sisac (Struttura interregionale sanitari convenzionati ha rilasciato a Quotidiano Sanità proprio sul tema del rinnovo della Convenzione.


Nessun aumento di spesa ma compiti stabiliti con precisione.Il presidente della Sisac, nella sua intervista, ha lamentato un atteggiamento poco collaborativo da parte della Fimmg che accamperebbe pretese di ordine economico. “Il problema – ha rilevato Bartoletti – sta nel fatto che quando si affronta un tema rilevante come la riorganizzazione del sistema sanitario pubblico prima del servizio reso, che va esplicitato, si antepongono le richieste economiche. Un detto popolare recita che non si fanno le nozze coi fichi secchi ed è quello che invece sembra essere il mandato della Sisac”.

“Da parte nostra non sono state avanzate richieste economiche di alcun tipo – ha continuato Bartoletti –, ma sono stati posti dei quesiti in ordine al chiarimento di alcuni punti che riteniamo fondamentali per garantire una medicina generale più efficiente e più vicina ai bisogni del cittadino e del sistema. Queste fondamenta per noi corrispondono alla conservazione del rapporto fiduciario di libera scelta, dello stato di medico convenzionato e del chiarimento deciso di ruoli e funzioni, responsabilità e compiti”.

Una fase di cambiamento che va governata ragionando.La Fimmg sta attivamente portando avanti il confronto per il rinnovo della convenzione analizzando i problemi sul tavolo da tutti i punti di vista possibili. “In questa fase di cambiamento – ha aggiunto Bartoletti – la Fimmg ritiene che non si debba innovare il sistema e la sua visione, dalla prospettiva di un singolo medico di medicina generale svincolato da logiche di sistema ed egoisticamente potenziato in una logica di libero mercato e libero professionale. Riteniamo, piuttosto che vada utilizzata quella di un medico di medicina generale moderno, preparato, capace di lavorare in team e capace di organizzare il proprio lavoro in modo autonomo pur se finalizzato a obiettivi di salute comuni con il sistema sanitario”.

“La ‘collettivizzazione’ della medicina generale – ha proseguito il vicesegretario della Fimmg – è sicuramente più deresponsabilizzante e meno professionalizzante che l'assunzione di compiti di gestione clinica del medico di medicina generale, che, anche per problemi inerenti aspetti deontologici e di responsabilità professionale non può che essere del singolo medico. Diceva Albert Einstein: ‘Non si può risolvere un problema se non si cambia il modo di pensare che ha contribuito a generarlo’. È proprio questo che la Fimmg sta cercando di fare, modificare l'approccio al problema legato al rinnovo contrattuale, non legandolo pregiudizialmente agli aspetti economici, quanto al servizio reso ai cittadini”.

@gianlucacasponi

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