Brevi assenze per malattia, la Fimmg torna a proporre l’autocertificazione

La Federazione dei medici di medicina generale è favorevole all'ipotesi che sia il lavoratore stesso a motivare le assenze fino a tre giorni

Sia il lavoratore a giustificare, per mezzo dell’autocertificazione, i primi tre giorni di assenza per malattia. La Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) è tornata a proporre questa idea per semplificare le procedure e rimuovere le farragini relative alle certificazioni per malattia. Si parla, quindi, degli stati di malattia molto brevi, provocati da emicranie o indisposizioni temporanee e di rapida risoluzione che difficilmente possono essere osservate dal medico.

Il problema è tornato d’attualità di recente, in relazione all’assenza di massa per malattia dei vigili urbani di Roma lo scorso 31 dicembre. Il loro caso, ovviamente, non rappresenta un caso esemplare di truffa ai danni del datore di lavoro, ma è servito a rilanciare la discussione su questo tema. Alcune persone, tuttavia, si sono comportate in maniera poco chiara, chiedendo addirittura al proprio medico di produrre un certificato retrodatato, in violazione di quanto previsto dalla legge. Il medico in questione si è correttamente rifiutato di produrre il documento ma si è comunque dovuto scontrare con una questione irrisolta.



Autocertificazione responsabilizzante.  L’autocertificazione, secondo quanto dichiarato a Bussola Sanità da Pier Luigi Bartoletti, vicesegretario nazionale della Fimmg, potrebbe servire anche a responsabilizzare i cittadini. “Se le assenze brevi fossero autocertificate – ha commentato Bartoletti – i medici sarebbero chiamati in causa solo nei casi in cui la patologia fosse davvero rilevante e tangibile. Nella quasi totalità dei casi le assenze di uno o due giorni sono provocate da attacchi di ‘banali’ mal di testa o da brevi indisposizioni intestinali. Si tratta di patologie sicuramente vere ma senza sintomi univoci osservabili con obiettività dai medici. Per questo L’autocertificazione potrebbe consentire di cogliere i proverbiali due piccioni con una fava, semplificando il lavoro dei medici e rendendo i cittadini responsabili delle proprie azioni, limitando eventuali comportamenti non del tutto corretti, nei confronti del medico e del datore di lavoro”.

@gianlucacasponi

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