Regione Lazio, nel 2015 il bilancio della Sanità sarà di 12 miliardi

Investimenti previsti in edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico. Bartoletti (Fimmg): "Importante ristrutturare anche i servizi al cittadino"

Nel 2015 la Regione Lazio spenderà 12 miliardi di euro per il sistema sanitario, comprese le somme che saranno investite in ammodernamento tecnologico e in edilizia sanitaria. Le cifre sono state esposte durate una seduta della Commissione bilancio da Alessio D’Amato, responsabile della Cabina di regia. Gli investimenti serviranno quindi a sostenere le spese necessarie all’erogazione dei servizi già attivi e di quelli in via di sviluppo, come le Case della salute. Secondo Pier Luigi Bartoletti, vicesegretario nazionale della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) i fondi dovranno servire anche a ottimizzare i servizi ai cittadini.

Investimenti secondo logiche razionali. Durante la sua relazione D’Amato ha specificato che le risorse investite derivano in larga parte da trasferimenti statali e stanziamenti legati al riparto del Fondo sanitario nazionale. Il responsabile della Cabina di regia ha inoltre specificato che la Regione punta a uscire dal commissariamento entro la fine del 2015. Nel bilancio di previsione del prossimo anno sono stati inseriti 31,5 milioni di euro da destinare all’ammodernamento tecnologico (9,5 milioni) e contributi al fondo per l’edilizia sanitaria (22 milioni).

Le strutture siano pensate in funzione dei servizi da erogare.Il piano della Regione Lazio, quindi, prevede un programma di costruzione di nuovi presidi e di ammodernamento di quelli esistenti. Tra le altre cose, infatti, è stata anche annunciata l’installazione di macchine Pet (tomografia a emissione di positroni) all’interno di tutti i Dea (Dipartimento di emergenza e urgenza) di II livello. “Il riammodernamento delle strutture – ha spiegato Bartoletti a Bussola Sanità – è di sicuro una buona notizia. Ma non è la dotazione di locali e tecnologie a fare la qualità dell’assistenza, che è invece è garantita da una organizzazione accorta”.



“Proprio in questi giorni – ha aggiunto Bartoletti – stiamo valutando il nostro stesso lavoro che sta puntando a raggiungere la presa in carico integrale dei pazienti, attraverso le Ucp (Unità di cure primarie) e per mezzo degli ambulatori aperti anche durante il fine settimana. La valutazione di quanto stiamo facendo avrà bisogno anche di qualche mese. Alla fine di questo periodo avremo i dati e gli strumenti per portare in Regione le nostre proposte per una sanità territoriale che risponda sempre meglio alla domanda di salute dei cittadini”.


@gianlucacasponi

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