Astensione obbligatoria e interdizione dal lavoro delle donne in gravidanza

Le lavoratrici dipendenti devono interrompere il lavoro per cinque mesi complessivi nel periodo che precede o segue il parto

Le lavoratrici in stato di gravidanza devono astenersi dal lavoro per cinque mesi nel periodo che precede e segue il parto. Si tratta di un diritto fermamente stabilito dalla Legge che impone precisi obblighi ai datori di lavoro che devono rispettare precisi vincoli nell’assegnazione dei compiti alle lavoratrici. La materia è disciplinata dal Testo unico in materia di tutela dalla maternità e paternità. Il congedo di maternità post partum di estende anche ai padri solo nei casi di morte, grave infermità o malattia della madre, o nel caso questa abbandoni il bambino.

L’astensione è obbligatoria ma flessibile. La singola cittadina ha la facoltà di gestire il posizionamento del periodo in funzione delle condizioni proprie e del nascituro. L’astensione dal lavoro, infatti può cominciare due mesi prima della data presunta del parte e concludersi tre mesi dopo, oppure un mese prima per protrarsi per quattro mesi dopo la nascita del bambino. Per poter godere di questo diritto, la lavoratrice deve presentare all’Inps e al datore di lavoro un certificato medico che attesti il periodo gestazionale la data presunta del parto. Quest’adempimento deve essere evaso entro e non oltre il settimo mese di gravidanza.

Imposizioni al datore di lavoro. Per evitare danni al madre e al bambino, i datori di lavori non possono assegnare alle donne in gravidanza lavori gravosi dal punto di vista fisico o che comportino il rischio di traumi.

Il divieto assoluto di assegnazione di un lavoro è previsto:

  • Durante i due mesi precedenti la data presunta del parto;
  • Nel caso il parto avvenga oltre la data prevista, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto;
  • Durante i tre mesi dopo il parto;
  • Durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta. Tali giorni sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto;
  • Di notte, dalle ore 24 alle ore 6 dall’inizio dellostato di gravidanza fino al compimento del settimo mese del bambino.


@gianlucacasponi

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