Hiv, la Regione Lazio avvia una campagna informativa nelle scuole

Pronti per gli studenti della Regione oltre 100 mila manuali sulla prevenzione

All’indomani della Giornata mondiale dell’Hiv, parte la campagna informativa della Regione Lazio dedicata agli studenti. Educare e sensibilizzare a partire dai banchi di scuola, per arrestare la diffusione di un virus che ogni anno in Italia conta 5 mila nuovi casi (500 nel Lazio), è l'obiettivo principale dell’iniziativa.

“L’Aids non è sparito. Noi vogliamo far ripartire la prevenzione e l’informazione a partire dai più giovani – ha sottolineato il presidente della Regione Nicola Zingaretti in una nota – vogliamo coinvolgere gli studenti, gli insegnanti e le famiglie, è una battaglia che riguarda tutti”.

“L’informazione è il miglior rimedio per evitare il contagio - Ha detto il vicepresidente della Regione e assessore alla scuola Massimiliano Smeriglio, commentando l’iniziativa –. Non dobbiamo abbassare la guardia e dare per scontato che i giovani siano consapevoli dei comportamenti a rischio”. Ha detto il vicepresidente della Regione e assessore alla scuola Massimiliano Smeriglio.

La necessità di informare l’opinione pubblica. Secondo un recente sondaggio della Lila, nove italiani su 10 hanno sentito parlare di Hiv, ma non di recente, e il 75% ritiene che il tema sia poco trattato e vorrebbe che fosse più affrontato soprattutto nelle scuole (79%), sui mass media (66%), ma anche dal medico (54%). Senza una corretta informazione, come mostrano i dati, la malattia è destinata a ritornare.

Dal sondaggio emerge anche che solo una persona su 3 conosce la TasP (Treatement as Prevention), cioè l'uso dei farmaci antiretrovirali per diminuire il rischio di trasmissione dell'Hiv da parte di chi è già sieropositivo. Faticano a scomparire, infine, le vecchie leggende sulla malattia stentano a scomparire. Stando all’indagine, infatti, Quattro su 10 infatti sopravvalutano il rischio di contagio accidentale, uno su 10 crede che la puntura delle zanzare possa trasmettere il virus e che lo scambio di siringhe sia la modalità di trasmissione più diffusa in Italia.

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